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Crollo di Compiano, dalla Regione 35mila euro per la messa in sicurezza

Per la ricostruzione serviranno invece 285mila euro, risorse che si dovranno trovare attivando ulteriori percorsi su un progetto di recupero. Questo il quadro che è emerso dall'incontro convocato in Provincia

Sono già stati stanziati dalla Regione i 35mila euro per i lavori di somma urgenza necessari per rimuovere sassi e macerie del tratto di muro di cinta del castello di Compiano crollato domenica scorsa e per rimettere in sicurezza la piazza della cisterna al momento ancora chiusa. Per la ricostruzione invece serviranno 285mila euro, risorse che si dovranno trovare attivando ulteriori percorsi su un progetto di recupero. Questo in sostanza il quadro che è emerso dall’incontro convocato in Provincia dal presidente Vincenzo Bernazzoli e al quale è intervenuta l’assessore regionale alla Protezione Civile e difesa del suolo Paola Gazzolo.

A una settimana dal crollo, e mentre si continua a lavorare al ripristino, a Compiano permane la preoccupazione per mura del castello complessivamente molto fragili come ha raccontato il sindaco Sabina Delnevo. “Stiamo provvedendo a pulire l’area in cui, essendo il passaggio molto stretto possono entrare solo mezzi piccoli. I sassi vengono conservati perché serviranno alla ricostruzione della parte crollata, ma anche i tratti di muro vicini alla parte caduta mostrano segni non confortanti. Per fortuna la soletta realizzata con l’intervento di alcuni anni fa ha tenuto e così ha retto sia la strada che il castello.”

Il problema è determinato dalla pressione dell’acqua sul muro, non avendo sfoghi si accumula fino a far cedere di schianto la parte in cui preme di più. “Lo stato di precarietà in cui versano le mura esiste e permangono situazioni di ammaloramento in più punti, una situazione per fronteggiare la quale servirebbe un intervento programmato” ha spiegato il responsabile del Servizio Tecnico di Bacino Gianfranco Larini comunicando che il ripristino del tratto crollato è stato stimato, d’intesa con la Soprintendenza, in 285mila euro.

Mentre a Compiano crollava il muro del castello, diverse zone delle terre alte subivano le conseguenze del ghiaccio e della neve. A Bedonia, dice il sindaco Carlo Berni,  si sono attivate quattro frane di cui tre minacciano la viabilità e per ripulire le strade dalla prima neve il comune ha già speso 70mila euro. A Berceto, dice il sindaco Luigi Lucchi,  si riacutizzano vecchi problemi e altri ne nascono, come sulla strada che collega Corchia a Bergotto, oppure sulla grande frana a Casaselvatica, ma ci sono rischi anche sul portale del duomo. Situazioni così, nella Comunità montana delle valli del Taro e Ceno, ce ne sono diverse, come sottolinea il presidente Luigi Bassi. “Sono state raccolte per poter avere una lista degli interventi da realizzare su basi di priorità. La collaborazione fra gli enti c’è, il tema è quello delle risorse”.

“L’anno appena trascorso ha portato con sé molte emergenze: neve, piogge, picchi di piena che hanno prodotto un’accelerazione di un degrado e sta riemergendo l’urgenza di interventi sistematici”  – ha evidenziato Maurizio Mainetti responsabile del servizio gestione emergenze della Protezione civile regionale.

Il contesto è critico e la fase per le finanze degli enti locali, dopo i tagli del governo è molto difficile. Lo ammette il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli parlando della viabilità provinciale, ancora toccata dagli ultimi eventi con danni che secondo il Servizio Viabilità  ammontano a circa 1ml e 500 mila euro. “Il quadro potrebbe darci un po’ di scoramento perché non siamo nelle condizioni di poter dare una risposta ampia ai problemi. Ma non per questo demordiamo, quello che possiamo fare è concentrare le risorse sulle priorità condivise”.

La Regione, così come ha spiegato l’assessore Paola Gazzolo, ha appena siglato un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente in cui sono investiti 64ml di euro di risorse regionali che attivano altri 90 ml di eurodi risorse statali. Serviranno per un programma triennale, parte di un piano decennale. In quell’accordo, che attende l’approvazione della Corte dei Conti, sono contenuti una serie di interventi prioritari per il parmense sia sul fronte del dissesto dei versanti di questo Appennino, sia per il rischio idraulico con la realizzazione della cassa di espansione del Baganza che va a dare soluzione ai territori di Parma e Colorno.

“La Regione segna, insieme alla Provincia e al sistema degli enti locali, un’attenzione importante al territorio di Parma – ha detto Gazzolo - la risposta è in corso ed è condivisa. Le risorse non sono tante, i tagli della recente manovra impongono allarme e attenzione però l’azione concertata che stiamo attuando, con meccanismi di coinvolgimento e compartecipazione, credo possa dare le riposte più urgenti che la comunità attende. Detto questo se ci fosse una compartecipazione più attenta da parte del governo potremmo fare molto di più”.

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