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L'area dell'ex kartodromo

L'area dell'ex kartodromo

Consumo di suolo, l'Audit: "Altri 42mila mq di nuove edificazioni"

Sotto accusa le delibere per l'area dell'ex kartodromo, la nuova area commerciale di via Spezia e l'area residenziale in via Budellungo. "Segnano una negativa continuità diretta rispetto al passato"

Giunta a 5 Stelle e consumo di suolo. La Commissione di Audit sul debito del Comune di Parma interviene su alcune delibere approvate in Consiglio comunale dall'amministrazione Pizzarotti che danno il via libera a nuove edificazioni. Tre gli interventi sotto accusa: l'area dell'ex kartodromo dove sorgerà il Dechatlon, la nuova area area commerciale di via Spezia e l'area residenziale in via Budellungo. 

"Il Comune di Parma -si legge in una nota della Commissione di Audit- ha approvato altri 200.000 mq di nuove espansioni urbane, per oltre 42.000 mq di nuove edificazioni: il debito non può continuare ad essere giustificazione per un'espansione irresponsabile della città. L'approvazione, da parte dell'attuale Amministrazione comunale di Parma, retta dal Sindaco Pizzarotti, di nuovi strumenti urbanistici attuativi, che comportano ulteriore consumo di suolo e cementificazione del nostro territorio, segna purtroppo una negativa continuità diretta rispetto al passato.

Ci riferiamo, nel dettaglio, all'approvazione del nuovo grande centro commerciale a Fraore (ex Kartodromo), del nuovo insediamento direzionale-commerciale in Via Spezia-via Manara, del nuovo insediamento residenziale su via Budellungo, mentre già si anticipa la prossima possibile approvazione di altri strumenti attuativi. Si tratta di tre interventi che comportano una superficie territoriale complessiva di oltre 210.000 mq e nuove edificazioni per oltre 42.000 mq si superficie lorda utile, incrementabile di un ulteriore 20 %.

IL PRIMO ATTO URBANISTICO? UN CENTRO COMMERCIALE DA 9 MILA METRI

'FARE CASSA'. La principale giustificazione di tale continuismo rispetto alle gestioni passate delle Giunte Ubaldi e Vignali, sembra essere ancora una volta la necessità del Comune di fare cassa attraverso l'inserimento a bilancio degli oneri di urbanizzazione derivanti dalla realizzazione di nuovi interventi edificatori. A questa giustificazione si aggiungerebbe quella di una sorta di "atto dovuto" rispetto a scelte già definite nel passato.
Entrambe queste giustificazioni non reggono e dimostrano purtroppo la sussistenza di un conflitto in atto, tra le intenzioni espresse in campagna elettorale e la prassi amministrativa.

Illudersi ancora di fare cassa attraverso un'ulteriore espansione edilizia è un errore che la città ha già pagato, sta pagando ancora e a cui deve essere messo uno stop immediato. I costi reali dell'espansione irrazionale di questi anni, in termini di incremento dei servizi, di svilimento della qualità del paesaggio (urbano e periurbano), di perdita di terreno agrario, di perdita di valore del patrimonio esistente, sono incommensurabilmente superiori ai pochi euro che l'Assessore al Bilancio e l'Assessore all'Urbanistica possono contare di inserire tra le voci di attivo nel bilancio preventivo del Comune.

'NON E' UN ATTO DOVUTO'. E non è neppure veritiero sostenere che l'approvazione di questi piani urbanistici attuativi sia un atto dovuto. Una nuova Amministrazione ha infatti gli strumenti giuridici per annullare o revocare le decisioni “ereditate”, più che mai quando si tratta di adozione di strumenti urbanistici. Né può essere invocato la motivazione del “tempo”, perchè non sono previsti di norma termini finali per le decisioni in materia urbanistica. Il disastro urbanistico del territorio del comune di Parma si è perpetuato in questo ultimo decennio; i suoi effetti si avvertono non solo nel territorio, ma anche nella crisi profonda del mercato immobiliare. La perdita di valore degli immobili colpisce soprattutto la piccola proprietà edilizia, così come la crisi dell'edilizia, figlia di una mancata programmazione degli interventi nel recentissimo passato, colpisce un settore in cui la disoccupazione assume aspetti preoccupanti.

Oggi occorre quindi imporre uno stop deciso all'espansione urbana, concentrando semmai gli sforzi sulla riqualificazione dell'esistente.
Non è barattando ancora una volta le politiche urbanistiche con le politiche di bilancio che si può agire sul debito. Il debito, così come non deve pesare sui cittadini e sulle politiche sociali, non deve neppure pesare su ambiente e territorio, perché i costi reali, sociali e ambientali, sarebbero assai maggiori, con l'aggravante di effetti irreversibili".

LE SCHEDE DEI PROGETTI
Centro commerciale Fraore-San Pancrazio
Approvato il Piano attuativo con delibera di Consiglio Comunale 15/12 del 20 settembre 2012
Subambito urbanistico 03S5 San Pancrazio-Crocetta

Superficie territoriale mq 45.344
Superficie lorda utile di nuova edificazione mq 9.000
Destinazione: Direzionale Commerciale

2. Centro direzionale commerciale La Spezia- Via Manara
Approvato il Piano attuativo con Delibera di Consiglio Comunale 36/12 del 25 ottobre 2012
Subambito urbanistico 21S1 Direzionale Via Spezia

Superficie territoriale mq 86.679
Superficie lorda utile edificabile 9.993 + 12.356 = 22.349 mq
Destinazione: Direzionale e Commerciale

3. Nuovo quartiere residenziale su Via Budellungo
Approvato il piano urbanistico attuativo con Delibera di Consiglio Comunale 43/12 del 15 novembre 2012
Subambito urbanistico 20S2 Via Budellungo Ovest

Superficie territoriale mq 78.500
Superficie lorda utile edificabile mq 11.000
Destinazione: Residenziale

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