Comune, torna il Direttore Generale. Salati: "Pizzarotti ci ripensi"

Il segretario della Fp Cgil sulla riforma della macrostruttura. "I dipendenti del Comune sono stanchi di sentirsi considerati inutili da questa Amministrazione. Un Direttore Generale oggi non servirebbe e bloccherebbe le possibilità di assumere personale"

Ieri in Consiglio Comunale il sindaco Federico Pizzarotti ha confermato la validità della delibera che riforma la macrostruttura del Comune di Parma e prevede la reintroduzione della figura del Direttore Generale, dopo l'azzeramento di questa figura che, secondo i critici accentrerebbe a sè troppo potere decisionale, da parte del Commissario straordinario Mario Ciclosi. Di vignaliana memoria la figura del direttore generale viene reintrodotta dalla giunta Pizzarotti. Le parole di Sauro Salati, vera spina nel fianco dell'amministrazione Pizzaroti sono chiare: "Ci ripensi Sindaco prima di arrivare alla paralisi del Comune". E sui rapporti con i sindacati: "Occorre prendere atto una volta di più di come purtroppo le relazioni sindacali continuino a rappresentare per questo Comune un laccio al piede". 

LA LETTERA APERTA DI SAURO SALATI. "La FP CGIL provinciale apprende in data odierna -sottolinea Sauro Salati, segretario provinciale della Funzione Pubblica della Cgil- della modifica organizzativa della macrostruttura del Comune di Parma decisa con delibera di Giunta. Occorre prendere atto una volta di più di come purtroppo le relazioni sindacali continuino a rappresentare per questo Comune un laccio al piede, un atteggiamento che non sembra essere stato modificato nemmeno dopo la difficile recente vertenza sul fondo 2013 non ancora conclusa, che pare non aver insegnato nulla all’Amministrazione Comunale. 

Le relazioni con le OO.SS. servono non a perdere tempo o a dare un ruolo a qualche sindacalista, ma ad alimentare un clima di condivisione e di appartenenza ad un progetto. Proprio in questi giorni il Vice Sindaco riconosceva come il modello dei servizi educativi del Comune fosse un esempio di avanzata integrazione tra vari soggetti sia pubblici che privati, ma non ha menzionato come tale risultato sia frutto di un duro confronto - e talvolta di conflitto - con le OO.SS., portato avanti e sviluppato dai Dirigenti del servizio, dalle Posizioni Organizzative o Quadri in lunghe ed estenuanti trattative che tuttavia hanno fatto sentire i lavoratori partecipi di un progetto di integrazione e di sviluppo dei servizi. Questo per dire che il confronto è un valore.

Oggi nemmeno l’informazione viene data alle Organizzazioni Sindacali e alla RSU, che si chiedono dove intenda andare il Comune continuando ad alimentare il malessere latente tra i lavoratori. Dov’è il diverso metodo di coinvolgimento che doveva caratterizzare questa Amministrazione se coloro che vi lavorano sono coinvolti solo a posteriori? La nuova macrostruttura ha alcune grandi novità: si ritorna ad individuare per il Comune - che ha più di 100.000 - abitanti il Direttore Generale, figura cancellata al termine della giunta Vignali e non ripristinata dal Commissario Prefettizio.

Il Direttore Generale nei Comuni con più di 100.000 abitanti è una scelta permessa dalla legge, ma dobbiamo ricordarci che il Comune di Parma è un ente che deve fare i conti con una massa incredibile di debiti, sicuramente ereditati, ma che non permettono grandi possibilità di spesa in materia di assunzione del personale a causa dei vincoli economici finanziari. La scelta del Direttore diventa quindi un grande imprevisto se si assume questa figura che verrà messa nel piano occupazionale finanziario 2013/2014: tutti gli altri fabbisogni di educatori, assistenti sociali, insegnanti per i servizi educativi, di agenti di Polizia Municipale, Amministrativi e tecnici che fine faranno?

Non potranno che essere sacrificati per dare spazio a questa figura, che per questo motivo diventa inaccettabile. La macrostruttura ha poi al suo interno altre due palesi incongruenze: intanto abolisce una delle due macro aree, e non si capisce perché una si e l’altra no. O servono entrambe o diversamente sono inutili. L’altra inaccettabile soluzione è l’istituzione di 3 nuove posizioni organizzative: visto il periodo di magra in cui per costituire il fondo per pagare quanto definito dai Contratti Nazionali si devono fare lunghe e sfibranti trattative, con quali risorse pensa di retribuirle l’Amministrazione, con quelle del fondo dei dipendenti?

Su questo farebbe un enorme errore e la vertenza che si deve ancora concludere ripartirebbe immediatamente. In Comune non c’è un solo uomo al comando, per questo la FP CGIL le chiede, signor Sindaco, di dare mandato alla sua delegazione trattante di riprendere i confronti sia sul piano dei fabbisogni occupazionali, su cui da oltre un mese è stato richiesto un confronto, provando a intraprendere finalmente una rotta definita sulle politiche del personale. I dipendenti del Comune sono stanchi di sentirsi considerati inutili da questa Amministrazione. Un Direttore Generale oggi non servirebbe e bloccherebbe le possibilità di assumere personale in diversi servizi, ci ripensi Sindaco prima di arrivare alla paralisi del Comune"

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