Comune, lavoratori uniti. I sindacati proclamano lo sciopero generale

Nell'assemblea di stamattina al cinema Astra i lavoratori del Comune di Parma hanno votato quasi all'unanimità, con solo 7 contrari e 5 astenuti su 400, lo sciopero generale. Salati: "Pizzarotti si comporta come un sovrano del popolo"

Ci sarà uno sciopero generale entro la fine del mese se non andrà a buon fine il tentativo di conciliazione davanti al Prefetto tra il sindaco e i sindacati. E' questo il risultato ottenuto alla fine dell'affollata assemblea che si è svolta questa mattina al cinema Astra, alla quale hanno partecipato circa 400 dipendenti comunali che, ad eccezione dei 7 voti contrari e dei 5 astenuti, hanno approvato una manifestazione in blocco.

Due giorni fa, con un atto unilaterale, la Giunta ha definito il fondo dei dipendenti comunali per l'anno 2013 destinando così 111 mila e 500 euro (del fondo) ai 30 dipendenti che, secondo i criteri di riorganizzazione del personale, verranno trasferiti a Parma Infrastrutture. "Il sindaco non solo non riconosce il ruolo delle organizzazioni sindacali, ma agisce con scarsa trasparenza e senza spiegare le modalità per cui 30 dipendenti riceverebbero tra i 3600 e i 3800 euro in più all'anno mentre tutti altri, 1400, non hanno alcun riconoscimento", così Sauro Salati, responsabile della Funzione pubblica della Cgil, descrive le mosse di Pizzarotti nella lunga trattativa che oggi vede di nuovo opposti sindaco e sindacati.

"Il primo cittadino ha ripreso anche tutti i vizi della vecchia politica - continua Salati - e oggi c'è un grande malessere da parte dei lavorati. Nessuna politica è stata messa in atto da Pizzarotti che, al contrario, agisce da sovrano del popolo decidendo unilateralmente e mettendo in discussione anche il lavoro dei tavoli tecnici". Un comportamento ammonito anche dalla Commissione Nazionale di Garanzia per gli scioperi che ha dato il cartellino giallo al sindaco per non essersi presentato in Prefettura lo scorso 3 maggio, per un tentativo di conciliazione a seguito dello sciopero indetto dalla polizia municipale. Se anche questa volta il sindaco non dovesse partecipare non ci sarebbero più cartellini da usare ma una multa di 40 mila euro al Comune.

Intanto il disagio aumenta, dal personale della municipale a quello dei servizi educativi. Da una parte ai vigili non sono più garantite le 11 ore di riposo e, con 50 unità di organico in meno, viene richiesto loro di coprire turni di notte senza il riconoscimento di alcuna indennità ulteriore. Dall'altra parte nei nidi e nelle materne si è cercato di mantenere il servizio aumentando il numero dei bimbi per sezione e mantenendo lo stesso numero di maestre. Il risultato è che si gestiscono sezioni con 28 bimbi e le sostituzioni per malattia si attivano 5 giorni dopo la comunicazione, per cui succede che le maestre di altre scuole dopo essere entrate in servizio vengano chiamate per coprire altre sezioni in cui non c'è personale sufficiente. "Con la scusa del danno erariale ora vogliono anche togliere i 4 giorni di recupero previsti per i dipendenti dei servizi educativi", commentano i sindacati.

Nel corso della prossima settimana si attende dunque l'esito del tentativo di conciliazione, anche se gli stessi sindacalisti non mostrano ottimismo: "Il Comune certamente si presenterà, visto che rischia una multa di 40mila euro, ma a questo punto non si capisce proprio quale mediazione potrebbe arrivare a proporre". E se la fumata sarà nera la città assisterà al primo sciopero generale dei dipendenti pubblici del Comune di Parma da tempo immemore.

PCL: SOLIDARIETA' AI LAVORATORI 

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