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In 10mila per Bregovic: e la piazza diventa una toilette a cielo aperto

Spettacolare concerto in piazza Garibaldi per il 25 aprile. Ma il dopo concerto restituisce un tappeto di bicchieri, bottiglie, cartacce e rifiuti. I vicoli del centro trasformati in orinatoi pubblici

Confermate le aspettative nei confronti di Goran Bregovic e la sua Wedding and Funeral Band che hanno regalato al pubblico di piazza Garibaldi le note colorate ed accese che tutti si aspettavano da parte di questo geniale artista. A soli due anni di distanza dal precedente concerto parmigiano la risposta della città è stata ancora una volta all'altezza, e complici la giornata di festa e la gratuità dell'evento, il pubblico che ha gremito la piazza era quello delle grandi occasioni. Diversi i doposerata tra i giovani presenti al concerto.

La maggior parte degli spettatori è tornata verso casa, dovendo lavorare il giorno successivo; la nota piacevole, testimone delle belle ore appena trascorse, è stata la modalità del rientro: pacato, biciclette a mano, chiacchierando a piccoli gruppi o rivivendo i momenti del concerto, come ad allungare ancora un po' la bella serata. C'è chi ha scelto di continuare una notte tutto sommato ancora giovane riversandosi sui prati della Pilotta con chitarre e giochi, quasi in un anticipo d'estate. E, per finire, alcuni, ma per una volta non tantissimi, non hanno rinunciato alla classica vasca in Via Farini mentre i locali iniziavano le operazioni di chiusura.

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Ma ecco come si presentano la piazza e le vie limitrofe, con plastica e resti di vario tipo ovunque. Nessuna sorpresa, del resto sarebbe utopistico e bacchettone pretendere il contrario, specialmente davanti ai circa 10mila spettatori di ieri e ad uno spettacolo coinvolgente come quello offerto dai balcanici. Per una sera può far sorridere vedere parecchi colonnotti di marmo eletti a poggiabicchieri.
Non che mancassero i cestini per i rifiuti: oltre a quelli normalmente presenti, in vari punti della piazza erano disposti numerosi contenitori aggiuntivi in cartone. Stracolmi, tanto da risultare puramente simbolici nel marasma generale del dopo concerto.

L'intento di evitare bottiglie e contenitori di vetro è però riuscito solo in parte: molti spettatori hanno portato direttamente da casa le bevande, comprese damigiane di vino, e tra cartacce e bicchieri di plastica schiacciati fanno capolino parecchi cocci frantumati, che costringono i ciclisti a scendere dai propri mezzi e procedere a piedi per evitare forature certe.

Ma la vera nota stonata è l'utilizzo dei vicoli adiacenti la piazza come toilette di massa, in assenza di alternative: oltre ai luoghi ormai tristemente noti per questi bisogni anche in assenza di concerti, quali i lati del Teatro Regio e le volte della Pilotta, i muri di strada dell'Università, piazzale Battisti e tanti altri portano i segni della serata. Nemmeno il totem del Festival Paganini, a pochi passi da via Cavour, è stato risparmiato: questione di divergenze musicali o semplice urgenza?

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