ConCittadini, 500 studenti al Palazzo del Governatore: "Per una cultura della legalità"

Atto finale del progetto dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna. Tra gli altri interventi anche l'omaggio alle ragazze rapite in una scuola del nord della Nigeria lo scorso 14 aprile

Come capita spesso quando si dà loro la parola, la lezione stavolta l’hanno fatta loro, i ragazzi. Gli studenti di sette Istituti comprensivi di Parma riuniti questa mattina nell’Auditorium del Palazzo del Governatore della città ducale per l’atto finale di conCittadini, il progetto sulla partecipazione voluto dall’Assemblea legislativa regionale che in tutta l’Emilia-Romagna ha coinvolto oltre 26 mila giovani e che a Parma quest’anno è stato dedicato al tema della legalità. I circa cento ragazzi della scuola primaria Bottego e delle secondarie D’Acquisto, Don Cavalli, Fra’ Salimbene, Ferrari, Toscanini, Puccini e Verdi hanno presentato oggi i loro lavori (canzoni, testi, foto e immagini correlati a pensieri e riflessioni, citazioni, ricerche), fino a quando gli studenti che avevano curato una rassegna multimediale su figure femminili protagoniste della storia contemporanea e dell’attualità hanno chiuso la loro carrellata con l’omaggio alle ragazze rapite in una scuola del nord della Nigeria lo scorso 14 aprile dagli estremisti islamici di Boko Haram, rinnovando l’appello per la loro liberazione: #BringBackourGirls (ridateci indietro le nostre ragazze), slogan di una campagna ormai planetaria.

Con i ragazzi, all’Auditorium del Palazzo del Governatore c’erano i loro docenti, i dirigenti scolastici, la vicesindaco di Parma, Nicoletta Paci, la presidente dell’Assemblea legislativa, Palma Costi, Alessia Frangipane, rappresentante di Libera Parma, e Francesca Bommarito, sorella dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe Bommarito, morto in un attentato di mafia il 13 giugno 1983: la signora Francesca gira l’Italia, invitata nelle scuole e nelle associazioni, per raccontare la storia del fratello, promuovere la legalità e la lotta contro tutte le mafie (e per questo è nata di recente l’Associazione ‘Giuseppe Bommarito’).

“Insisto col dire che le istituzioni devono andare nei territori- ha affermato Palma Costi nel suo intervento- per toccare con mano iniziative come quella di oggi. Merito degli studenti, bravissimi, degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, così come del Comune e delle istituzioni: l’Assemblea legislativa crede in progetti come ‘conCittadini’, da portare avanti proprio insieme ai territori. Fate parte di una comunità di 26 mila ragazzi- ha poi detto rivolta ai giovani in sala- che lavora alla costruzione di una cultura della legalità, della memoria e dei diritti. Questa mattina avete fatto venir fuori una parola chiave: scelta. E scegliere ogni giorno, nelle grandi e nelle piccole decisioni, di stare dalla parte delle regole e del rispetto degli altri è fondamentale, prendendo anche esempio da chi, pur sapendo di essere minacciato, ha fatto la scelta della legalità e dei diritti, spesso rimettendoci la vita”.

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Per l’anno scolastico in corso, la rete delle sette scuole parmigiane, insieme al Comune di Parma, in totale ha coinvolto nel progetto conCittadini per la legalità 500 alunni e 20 insegnanti. Grande la ricchezza progettuale: incontri a tema con rappresentanti di istituzioni e associazioni, letture di testi completate da incontri con gli autori, giochi linguistici e tanto altro, attività tutte legate dall’unico filo conduttore della legalità. Gli alunni si sono potuti confrontare anche con esperti e rappresentanti della Polizia postale e dei Carabinieri sull’utilizzo del web e su comportamenti come vandalismo e bullismo, hanno assistito alla proiezione del film “Vado a scuola” di Pascal Plisson, che narra la difficile quotidianità che alcuni bambini in diverse parti del mondo devono affrontare tutti i giorni per recarsi a scuola. E poi la scuola raccontata come risorsa educativa e relazionale importante per tutti, i bambini e i loro genitori ma anche per gli adulti che scontano la loro pena all’interno delle Carceri di Parma: di questo hanno parlato con una docente della scuola della Casa Circondariale di Parma, realtà così particolare in cui la scuola assume un ruolo di simbolo di possibile riscatto

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