Rapine e minaccie: 6 uomini condannati ad anni di carcere

Gli autori di alcune rapine nel 2011 sono stati giudicati oggi da Maria Cristina Sarli con il rito abbreviato, pene dai due agli otto anni: Salvatore Vingelli rapinò la farmacia Baganza

Stamattina il giudice Maria Cristina Sarli ha condannato sei rapinatori a pene diverse per alcune azioni criminose messe in atto nel corso del 2011. Tutti hanno scelto di avvalersi del rito abbreviato. La cronaca dell'anno scorso ha riportato la dinamica di molti furti e rapine che hanno coinvolto sia singole persone che attività commerciali.

In maggio il 44enne parmigiano Stefano Orlandini, pregiudicato con problemi di tossicodipendenza prese di mira la yogurteria di via Melloni minacciando la titolare con una pistola per farsi consegnare l'incasso. Si trova in via Burla e dovra restarci per una condanna a 8 anni e 3 mesi di reclusione. Sai Saber, 25enne tunisino in agosto rapinò 2 mila euro a una studentessa proveniente dall'Iran: dopo averla conosciuta con una scusa le fece rititare i soldi dal bancomat e si impossessò del denaro. Per lui la condanna a 2 anni di carcere.

Nel mese di settembre invece due uomini, un italiano e un marocchino, rapinarono una prostituta che si trovava in un distributore in via Emilio Lepido: sotto la minaccia delle armi si fecero consegnare 400 euro ed il cellulare. Vennero sparati anche due colpi in aria come minaccia. Sono stati condannati rispettivamente a 1 anno e 8 mesi e a 2 anni e 14 giorni di reclusione.

Salvatore Vingelli invece si rese protagonista delle rapine nei confronti di tre negozi di Parma: prima mise a segno un colpo all'Isola dei Tesori al Centro Torri, poi tentà senza successo di prelevare soldi anche alla Coop di via Montanara, infine con la farmacia Baganza. Durante questa rapina chiuse i due dipendenti in bagno e si fece consegnare 2.400 euro. Dovrà scontare 5 anni e 4 mesi di reclusione. Tre anni per rapina aggravata invece per Remo d'Amico che rapinò un distributore di carburante a Vicofertile, legando il gestore e costringendolo a consegnarli più di 700 euro dell'incasso.

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