Legambiente, dibattito infuocato tra sostenibilità e commercio

Uso e consumo del territorio, politiche per salvaguardare l'ambiente senza uccidere il commercio, movida, centri commerciali naturali, solo alcuni dei temi caldi di dibattito presso la sede di via Bizzozero

Congresso di Legambiente

Tanti gli spunti su cui discutere in tema di "Commercio, movida, traffico, uso e consumo della città", nel tavolo organizzato da Legambiente alla presenza dell'ex assessore Paolo Zoni, il consigliere Giuseppe Massari, il sociologo Giorgio Triani, l'avvocato Cecilia Cortesi Venturini e Tiziano Vicariotto, Gran Caffè Orientale. Limitare lo smog, attuando politiche comunali che snelliscano il traffico urbano una delle priorità per la futura Amministrazione, secondo il Presidente Legambiente Parma Francesco Dradi, che ha innescato uno dei temi che ha tenuto maggiormente banco tra favorevoli e contrari: la questione dei varchi elettronici. "Una necessità la scelta di disattivarli il sabato pomeriggio, per favorire il commercio di un centro storico che altrimenti sarebbe morto", afferma Zoni, in linea con Vicariotto che definisce terrorismo psicologico la chiusura dei varchi e una scelta devastante per il commercio bloccare il traffico un giorno alla settimana in favore dell'ambiente. Pareri contrastanti in tema di scelte per coniugare sostenibilità ambientale ed economia commerciale cittadina.

"Il blocco del traffico il giovedì – spiega Dradi – ha permesso di ridurre lo smog in tale giorno del 10-15%. Se si applicassero più efficacemente piani specifici si otterrebbero risultati migliori". Un uso e consumo del suolo nell'ottica economica che, secondo Massari, oltre a incidere negativamente sull'ambiente avrebbe anche snaturato il commercio di Parma. "Abbiamo assistito alla desertificazione del centro, allo sgretolamento del tessuto sociale e all'annientamento del terreno agricolo per la realizzazione di grandi contenitori commerciali fuori dal centro, annientando la vera anima commerciale di Parma, che si intrecciava con i mercati e con il commercio di vicinato. Il modello creato oggi, come i centri commerciali naturali che sono solo etichette sotto le insegne, o la movida, è stato indotto da una amministrazione che poi non è riuscita a gestire". E in tema di movida arriva la proposta di Vicariotto: "Perchè non pensare a un evento itinerante, che non si riduca a via Farini o via D'Azeglio? In questo modo si potrebbe sviluppare un commercio che in alcune zone è fermo".

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Inevitabili le polemiche in merito al degrado provocato dalla movida. L' ex assessore Zoni ammette che la situazione sia sfuggita di mano all'Amministrazione, ma definisce una minoranza gli incivili, richiamando l'attenzione sui vantaggi per l'economia locale. Infuocati gli interventi dal pubblico, come il commento di una donna che, a seguito della conferma di un mancato pagamento al Comune di 55 mila euro da parte del Gran Caffè Orientale in merito al plateatico per l'anno 2009, afferma: "Ma ridateci Piazza Garibaldi così com'era prima! Vi siete presi la piazza con uno schifoso dehors, almeno abbiate il pudore di pagare!". Ampio intervento dedicato, da parte dell'avvocato Cortesi Venturini, alle difficoltà incontrate per accedere agli atti in merito ai piani di zona per via Farini, a seguito della realizzazione del dehors Rosi. "C'è stata una totale mancanza di disponibilità da parte dell'Amministrazione nei miei confronti, legittimata come cittadina e residente a ottenere le informazioni richieste e ad avere risposte". "Abbiamo bisogno – conclude Dradi – che la prossima Amministrazione ripristini un dialogo con la città, che sia sensibile all'ambiente e che si sieda a un tavolo assieme a elementi dai punti di vista diversi nell'interesse della collettività".

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