Governance Iren, seduta urgente del Consiglio: approvata la delibera

Dalle 18 seduta del Consiglio sulla governance di Iren dopo le polemiche e le frizioni dell'ultimo Consiglio comunale di martedì. Al voto la delibera sul nuovo assetto della governance

Alle 18 è partita la seduta urgente del Consiglio comunale di Parma sulla vicenda Iren. Dopo le polemiche e le frizioni dell'ultima seduta i consiglieri ritornano sui banchi di maggioranza e opposizione per cercare di arrivare a un punto fermo e votare la delibera per la nuova governance di Iren. 

Si procede con la votazione degli ordini del giorno. Tutti favorevoli. Si passa alla votazione della delibera: 26 favorevoli, 1 astenuto, il consigliere Manno.

Il consigliere Dall'olio fa i complimenti a Pizzarotti: "Il migliore discorso sentito fino a oggi, di ampio respiro e propositivo. Vorremmo vedere più spesso questa versione del sindaco".

Il sindaco risponde agli interventi: "Non è oggi, con questa delibera, che giochiamo il nostro ruolo. Ci saranno altri momenti in cui dire la nostra. Non dobbiamo solo difendere una poltrona e non è vero che non abbiamo avuto un ruolo con la nomina del vicepresidente. Inoltre Reggio Emilia non decide, è un mandatario".

Intervento del consigliere del Pd, Iotti: "Il mio rammarico è dovuto al fatto che non c'è stato il coinvolgimento delle forze vive di Iren, i dipendenti, perché le scelte che stiamo facendo hanno grande rilevanza.
Oggi dobbiamo capire quali prospettive ha questa società in un territorio come Parma che sta perdendo il suo peso, ma contare di più significa essere propositivi. Non credo che i cittadini siano interessati ad avere figura di rilievo, ma credo che dobbiamo pensare a cosa è Iren.
Ora non ho capito che cosa vuol fare il sindaco, voglio sapere se il voto è favorevole o meno, perché oggi non abbiamo carte da giocare nel braccio di ferro con Torino, Genova e Reggio Emilia, ma da questo territorio che dobbiamo valorizzare vogliamo tirar fuori progetti per un soggetto che voglio resti pubblico".

Il consigliere del M5S, Marco Bosi, chiede al sindaco con due ordini del giorno di impegnarsi per la tutela del ruolo del Comune di Parma in Iren e la tutela dell'acqua pubblica.

Intervento del consigliere di Altra politica Maria Teresa Guarnieri: "Iren ora è un grosso pachiderma, ricco di società, amministrazioni e dirigenti. Quindi credo che debba essere garantita l'operatività massima dell'azienda, anche se questa riforma non è la migliore. Chiedo se è possibile che a Parma venisse riconosciuta la facoltà di esprimere il gradimento preliminare nel Cda per la nomina di presidente, vicepresidente e amministratore delegato. Si accenna anche ai comitati territoriali, importanti per il rapporto tra territorio e azienda, che sarebbero il polso del funzionamento dei servizi. Allora chiedo se Parma può proporsi come traino dei comitati territoriali, questo potrebbe darci spazio per azioni importanti nella politica dei servizi".

Interviene il consigliere Manno con un ordine del giorno. "Dobbiamo mettere in campo una politica di tutela dei piccoli azionisti, ovvero di coloro che hanno azioni Iren e non possono essere rappresentati all'interno del Cda. Potrebbero identificarsi ad esempio con il voto elettronico".

Intervento del consgliere del M5S Feci: "Queste strutture sfuggono al controllo del territorio, ma non abbiamo alternative. In ogni caso non credo che si ottenga una gestione migliore di quella attuale con queste modifiche".

Presentazione dell'ordine del giorno da parte del consigliere del Pd Nicola Dall'Olio: "Bisogna riflettere sul ruolo e sulla natura della multiutility, il suo rapporto tra pubblico e privato e il conflitto d'interesse tra privati e azionisti. Questi conflitti andrebbero superati quando una multiutility così gestisce servizi per i cittadini. A questo punto mi chiedo se in futuro può esserci la strada per tornare a una gestione in house. Resta una preoccupazione: devono essere garantiti i livelli occupazionali e tutelare il patrimonio che si è costruito in un secolo di vita. In un riassetto così non ci preoccupano le poltrone ma che ci sia qualcuno che sappia gestire al meglio azienda, renderla competitiva e che sul territorio non restino semplici manutenzioni ma centri operativi. Come Pd di Parma, quindi, chiedo di garantire che questi restino e che garantiscano i livelli occupazionali e il rapporto con il territorio, ma vogliamo anche settori di sviluppo e ricerca.
inoltre chiediamo anche che la sede amministrativa, dal momento che c'è già, sia mantenuta e potenziata. Quindi chiediamo che il Sindaco sottoponga questi punti in sede di sub-patto".

Il sindaco spiega cosa cambierà nel nuovo statuto per la governance Iren. "Il percorso è nato un anno fa, tre persone in seno all'azienda hanno elaborato un documento dei vantaggi che porta una riduzione delle figure apicali e al miglioramento dell'organizzazione dell'azienda. Cosa cambia: non c'è più il concetto del comitato esecutivo che prende decisioni strategiche per l'azienda. La nuova governance dà più poteri in capo al Cda e riduce le figure apicali a tre (presidente, vicepresidente e amministratore delegato), che vengono scelte da Torino, Genova e Reggio Emilia. Sulla carta questo dovrebbe essere uguale a più efficienza, ma io non credo che basti. In sostanza si dà più potere all'amministratore delegato che comanderà le società di livello sottostanti con i loro amministratori delegati.

Inoltre viene chiesto un superamento del concetto territoriale. Al momento Genova gestisce l'acqua, Torino l'energia e Parma, Reggio Emilia e Piacenza tutto ciò che riguarda l'ambiente. Un'altra modifica è quella della revisione delle società di primo livello. Anche in questo caso il fatto di demandare a dopo quello che sarà la struttura, anche se poi si potrà votare in Cda, ci lascia perplessi per quello che può essere la reale efficacia, dato che avverà dopo. Quindi tutto sta a liberare i vertici per renderli esecutivi subito. Parma non può essere esclusa da tutto questo, noi vogliamo avere un peso in questo sistema. Abbiamo fatto notare in tutte le sedi che non ci convince, ma le tempistiche sono stringenti quindi la richiesta anche da parte degli altri sindaci è quella di deliberare entro domani".

Interviene subito il consigliere dell'Udc Giuseppe Pellacini: "Vorrei sapere dalla dottoressa Steria, se i motivi per una convocazione d'urgenza del Consiglio sono quelli previsti dalla legge. Voglio sapere se il Consiglio può avere luogo. Ci sono seri dubbi su questo. Risponde Vagnozzi: "C'è la lettera dei sindaci e un termine di scadenza da rispettare. Il Consiglio di Reggio Emilia in decadenza del numero legale è stato convocato in urgenza oggi".

Steria: "Il nostro è un regolamento vecchio, la parte politica è demandata al presidente del Consiglio. La legge non dice cos'è l'urgenza dice che si richiede un consiglio d'urgenza per "un fatto imprevisto e imprevedibile". Nel nostro caso anche gli atti sono stati depositati secondo le regole.
Buzzi: "E' una procedura anomala, è stata fatta la verifica della regolarità della notifica? Se sì è positiva?"
Vagnozzi: "La notifica viene verificata immediatamente tramite posta elettronica certificata".

La seduta si apre con la comunicazione del consigliere Marco Bosi sull'anniversario della morte di Peppino Impastato. "Il 9 maggio del '78 morì un razzo di 30 che ha dato la vita per combattere la mafia, quando ancora non si poteva parlare di mafia. Ha scelto di rimanere e combattere nonostante potesse scegliere una strada più semplice. E' un modello e deve essere da esempio per i ragazzi che scelgono una volta laureati di andare via dall'Italia: se scappiamo la diamo vinta a chi vuole che ce ne andiamo, a coloro che hanno cercato di smantellare i nostri valori, la nostra storia e la nostra cultura. Se una persona, come Impastato, da sola ha creato tanti problemi, immaginiamo cosa possiamo fare tutti insieme. Deve essere un modello per resistere, per non mollare mai e per far vedere che siamo più forti di loro".

L'APPELLO DI MILLECOLORI.  Dalla stampa locale abbiamo appreso che il Comune di Parma si opporrebbe alla modifica della governance di IREN per non perdere la Vice Presidenza che, a detta del Comune, consentirebbe un maggior controllo della società. Crediamo che, purtroppo, nella sostanza detto controllo si sia già in parte perso quando prima e dopo le elezioni, si è operato in modo molto poco trasparente, in danno di IREN, in accordo con Vignali e Villani.

Con questi comportamenti si è veramente persa ogni credibilità ed affidabilità quali soci, e non solo. Comunque siamo convinti che Parma debba avere una sua presenza nella governance di IREN, anche perché a Parma è stata realizzata da IREN una importante struttura qual è il PAIP e, pertanto, che la città, nonostante l’insipienza amministrativa precedente ed attuale, meriti comunque una adeguata rappresentanza.

Per dimostrare però che l’interesse è quello ad una partecipazione attiva e non solo interdittiva (anche perché creando ostacoli possono perdere di valore le stesse azioni delle quali il Comune è titolare e che hanno portato, come distribuzione di utili, un po’ di ossigeno nelle casse comunali) il Comune di Parma dovrebbe dichiarare e pretendere:

1)   che il compenso di tutti gli amministratori, incluso quello dell’attuale Vice Presidente Bagnacani, venga drasticamente ridotto;

2)   la nomina di amministratori indipendenti e non in conflitto di interessi;

3)   l’eliminazione delle diverse società operative, che ben potrebbero diventare delle divisioni dell’unica società, e ciò anche per ridurre i costo dei diversi consiglieri di amministrazione (incluso Raphael Rossi che sembra – poichè non ci risulta che la circostanza sia stata smentita – si faccia rimborsare da IREN Ambiente anche i costi dell’aereo per recarsi a svolgere l’incarico quale consigliere di amministrazione);

4)   la definizione di un piano industriale, con elementi qualificanti, ponendo agli amministratori e dirigenti l’obiettivo della sua realizzazione nel triennio di nomina, ancorando a detta realizzazione anche i “bonus” per i vari dirigenti;

5)   che le economie realizzabili sulla base del piano industriale vadano obbligatoriamente per una parte significativa non in utili da distribuire, ma in riduzione delle tariffe che i cittadini sono chiamati a pagare.

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Così operando si dimostrerà nei fatti, non solo a parole, che si discute non già di “poltrone”, ma di ben altro e di argomenti ben più importanti. Si afferma quanto sopra anche perché l’attuale amministrazione, pur criticando (giustamente) l’attuale sistema comunale della partecipate in realtà le ha quasi tutte tenute in piedi, limitandosi a cambiare buona parte degli uomini che siedono sulle relative poltrone, ma mantenendo per lo più i precedenti emolumenti che, pertanto, continuano a gravare sulle tasche dei parmigiani. Non vorremmo che “tutti cambi perché nulla cambi”. Cosa ha infatti impedito al Comune di procedere, ad esempio, quantomeno alla incorporazione di Infomobility in Parma Infrastrutture?. Speriamo che il Comune voglia chiarire “se e quando” spariranno tante inutili partecipate, facendo altresì cessare il profluvio di consulenze e rimborsi chilometrici sui quali dopo una interpellanza è poi calato il silenzio. Le tasche dei cittadini di Parma ne potranno beneficiare e questo, soprattutto in momenti di crisi, è fondamentale.

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