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Consiglio, Pellacini " Pizzarotti ha tracciato un solco che la divide dalla città, difficile da valicare"

Ieri durante il Consiglio Comunale si è discusso sulla mozione proposta dalla minoranza per la revoca dell'incarico dell'assessore al welfare Laura Rossi in quanto ritenuta inadatta a ricoprire quel ruolo. Il sindaco ribatte "sono critiche vuote" ed insieme alla giunta abbandona l'aula.

Ieri durante il Consiglio Comunale si è discusso sulla mozione proposta dalla minoranza per la revoca dell'incarico dell'assessore al welfare Laura Rossi in quanto ritenuta inadatta a ricoprire quel ruolo. Il sindaco ribatte "sono critiche vuote" ed insieme alla Giunta abbandona l'aula. Varie le repliche della minoranza che hanno, all'unisono, interpretato il segnale "grave" e "simbolo di incapacità all'ascolto".                    

Il consigliere Pellacini (Udc) invia alla stampa un comunicato per evidenziare l'accaduto come "uno spettacolo indegno".

COMUNICATO STAMPA CONSIGLIERE  PELLACINI - Con i "tagli" il Sindaco scava la trincea attorno al Comune 

E' stato uno spettacolo indegno, quello di ieri in Consiglio comunale al momento di trattare la sfiducia all'Assessore Laura Rossi. L'amministrazione Pizzarotti ha tracciato un solco che la divide dalla città, difficile da valicare. I Consiglieri di Maggioranza sono stati mandati in trincea a combattere una battaglia che non spettava a loro, per questo ho espresso loro piena e vera solidarietà.


Ancora Prima che la Giunta uscisse dall'aula, il Sindaco se ne è preso la responsabilità specificando che si trattava di un messaggio politico, le polveri hanno preso fuoco sulla scarsa attenzione dedicata al caso. Secondo il mio parere quello avrebbe dovuto essere il primo punto della giornata mentre lo si voleva mettere in coda. Forse nel tentativo di tagliar corto con il sopraggiungere della sera.

Pizzarotti ha detto che trattare le dimissioni è una perdita di tempo che va a pesare su altre questioni. Mi chiedo quali visto che spesso i Consigli vengono rinviati per carenza di delibere, dimostrazione ne sono le interrogazioni che portano la data di novembre.

Tutt'altro che una perdita di tempo visto che dopo due anni il comportamento dell'Assessore Rossi ha come risultato la totale rottura dei rapporti con associazioni, sindacati e con il pubblico in generale, l'esatto contrario del suo mandato. L'immagine delle 2500 persone in piazza a difesa del servizio di sostegno per i disabili è ancora fresca nella memoria. "Vuote critiche", le ha definite il Sindaco.

Per Pizzarotti si tratta di pura strumentalizzazione e lo dice nello stesso momento in cui taglia il cordone ombelicale con la città. Tanto che anche i genitori dei disabili venuti in Consiglio a capire cosa ne sarà del futuro, se ne sono andati. Indignati, immagino.

Pizzarotti dice anche che la Minoranza è solo alla ricerca di consenso. Che dire, fa un certo effetto sentirlo dalla stessa persona che nello stesso giorno dagli schermi di Ballaró lancia la mega convention del Movimento (le 5 Stelle qui a Parma le ha perse da un po') e pianifica a tavolino la nuova versione nazionale del partito. Con la democrazia il suo pensiero non c'azzecca per niente, dimentica l'impegno che abbiamo preso, lo stesso che ha portato i voti a me e ai colleghi di Minoranza.

La morale è che Pizzarotti al momento di trattare sulla voce di Bilancio più importante (l'anno scorso erano 46 milioni di euro), sui servizi per cui bisognerebbe avere attenzione, sulla vera condivisione e coesione che ha sempre invocato ..se ne va, lascia l'aula.

Piena fiducia all'Assessore, punto. È così e basta, non si discute, non si ascolta, non se ne parla. Tutti zitti, ci manca solo un "e a letto senza cena". Le proteste dei genitori per gli asili e per gli educatori dei disabili non hanno peso, secondo lui. Sterili parole buttate al vento, solo numeri da far quadrare. Non disturbate il Condottiero immerso nei suoi pensieri. Che punti alla visibilità nazionale piuttosto che alle esigenze locali è sotto gli occhi di tutti, basta vedere le reazioni al piano neve.

Per questo, a mente fredda, mi sento di condividere le parole di Maria Teresa Guarnieri che ha detto che oggi, alla luce dell'accaduto, chiederebbe le dimissioni del Sindaco e non dell'Assessore. Lo farei anch'io, per l'estrema mancanza di rispetto nei confronti delle persone e non solo coloro che l'hanno votato.

Specie perché in passato aveva detto di "essere pronto alle critiche anche pesanti purché vengano da persone intelligenti e che si impegnano per la città". Non me lo sogno io, lo ha detto lui alla convention del 7 dicembre scorso, quella che abbiamo chiamato la Leopolda parmigiana.

In una cosa Pizzarotti è riuscito, nell'unire gli intenti della Minoranza pur composta da partiti eterogenei. L'unica voce fuori dal coro quella di Savani, voto compatto al gruppo, che ha chiesto pubblicamente un recupero del dialogo con i cittadini, le associazioni e la realtà sociale venuto meno negli ultimi tempi.

L'operato della Rossi ha evidenziato l'incapacità di ascoltare e di mettere in relazione tutti gli attori con il conseguente smantellamento di una parte del Welfare sociale. Inutile ricordare le frasi contro i presidi che butterebbero i bambini dalla torre, secondo il suo giudizio. Non ha mai attivato tavoli interistituzionali, non si è mai confrontata con gli operatori, al contrario di quanto annunciato. Si è sempre dovuto ricorrere al dietro-front proprio per i conflitti alimentati non certo ad arte. Ha vuotato il Welfare di comunità del suo reale significato, fiore all'occhiello della campagna elettorale del Movimento. In precedenza, dell'intera città.

Ci sono associazioni che gestiscono punti critici del sistema del Welfare che attendono da tre anni di essere ricevuti dall'Amministrazione. Nessuna comunicazione con l'Assessore, con la rappresentanza politica. L'arrocco è evidente. Un'Assessore smentito dal proprio Sindaco, in condizioni normali, avrebbe dovuto presentare le dimissioni oltre che per la fiducia decaduta per pura dignità.

Non solo una o più sedie vuote. La Giunta ha lasciato sola la città.

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