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Contratti di lavoro falsi per centinaia di euro e viaggi di clandestini all'estero: 7 arresti

La Finanza contro il business dell'immigrazione: un Centro di assistenza fiscale avrebbe fornito partite Iva dietro al pagamento di somme tra i 100 e i 300 euro. Ventisette immigrati irregolari, stipati in un furgone, erano stati fermati al confine con la Francia

Avrebbero fornito a numerosi cittadini extracomunitari, con precedenti penali ed irregolari sul territorio italiano, contratti di lavoro, partite Iva e buste paga false, in cambio del pagamento di centinaia di euro, per fargli ottenere il permesso di soggiorno e permettergli di rimanere sul nostro territorio, anche se non ne avevano i requisiti.  Altre persone, finite in carcere, avrebbero, poi, organizzato un viaggio di 27 cittadini pakistani ed indiani irregolari, stipati in un furgone, dall'Italia ad altri paesi dell'Unione Europea. Il titolare di una ditta inoltre avrebbe chiesto centinaia di euro per realizzare contratti di lavori fittizi, con tanto di buste paga e fogli ore falsi. 

Sette persone arrestate, tra cui cinque finite in carcere e due agli arresti domiciliari e undici indagati, numerose perquisizioni e sequestro di documenti fiscali. E' questo il bilancio dell'operazione Pay&Stay, condotta dalla Guardia di Finanza di Parma che, all'alba di mercoledì 15 gennaio, ha schierato un centinaio di finanzieri per eseguire l'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip che ha accolto la richiesta del Pm Bianchi della Procura della Repubblica di Parma, nei confronti di sette persone con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. 

L'indagine, durata un anno e mezzo e portata avanti con intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti ed analisi di documenti, ha preso avvio dagli accertamenti nei confronti di un Centro elaborazione dati di Parma che, negli ultimi due anni, ha fornito assistenza fiscale - apertura di partita iva, assunzioni di lavoro con contratto a tempo sia determinato che indeterminato, presentazione di dichiarazione dei redditi - a centinaia di persone extracomunitari, molte delle quali con precedenti penali, che avevano bisogno di rinnovare il permesso di soggiorno. 

Secondo gli investigatori all'interno del Centro venivano predisposti, in cambio del pagamento di una cifra che va dai 100 ai 300 euro, numerosi documenti fiscali falsi, dai contratti di lavoro alle partite Iva, che permettevano agli immigrati di presentare la documentazione necessaria per il rinnovo del permesso di soggiorno. In questo filone d'indagine sono state indagate quattro persone: i documenti più richiesti erano quelli per ottenere il permesso di soggiorno per lavoro autonomo, che ha una durata più lunga di quello per lavoro dipendente. 

Gli arresti domiciliari sono scattati nei confronti del titolare di una ditta che, con la collaborazione di un intermediario nigeriano, finito anche lui ai domiciliari, consegnava - dietro il pagamento di un compenso minino di 600 euro per ogni contratto di lavoro - buste paga false che attestavano la falsa attività lavorativa, a favore di immigrati che avevano bisogno di rinnovare il permesso di soggiorno. Agli extracomunitari venivano consegnati un contratto di lavoro a tempo indeterminato, un foglio ore precompilato e delle buste paga, completamente false che venivano pagate 25 euro ognuna - per far risultare l’esercizio di attività lavorativa. 

Cinque persone, poi, sono finite in carcere con l'accusa di aver organizzato un viaggio di 27 immigrati irregolari, provenienti dal Pakistan e dall'India, dall'Italia verso altri paesi dell'Unione Europea. Gli immigrati erano stati stipati all'interno di un furgone, fermato nel mese di aprile del 2019 da una pattuglia dalla polizia Stradale a Bruere, nel comune di Torino. Dentro al furgone erano stati i 27 immigrati clandestini, in viaggio verso il confine tra Italia e Francia. L'autista del convoglio era scappato durante il controllo, facendo perdere le proprie tracce. Le indagini della Finanza, mediante intercettazioni telefoniche hanno consentito di verificare le responsabilità nei confronti delle cinque persone arrestate, accusate di aver organizzato il viaggio dei clandestini. 

Sono ancora in corso indagini per identificare tutte le persone extracomunitarie, privi dei requisiti, che si sono rivolti allo studio per l’elaborazione delle dichiarazioni false, utilizzate per l’ottenimento dei permessi di soggiorno.

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