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Controlli a tappeto contro lo spaccio: rimpatrio per tre nigeriani

Pattuglie nelle vie del quartiere S.Leonardo, in Piazzale della Pace, in Via dei Mille e Viale Vittoria e nelle aree limitrofe alla stazione

Nell’ambito dei servizi congiunti di Polizia disposti dal Questore di Parma, ieri sera 30 settembre è stata svolta un’attività mirata al controllo del territorio con particolare attenzione alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno di spaccio di stupefacenti nelle aree ritenute maggiormente a rischio anche per la presenza significativa di giovani e studenti.

Il servizio è stato coordinato dall’ufficio Volanti della Questura di Parma e ha visto l’impiego di 3 equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia ed una pattuglia della Polizia Municipale di Parma. Le zone interessate dal controllo sono state prevalentemente quelle del centro storico della città, espandendo l’attività delle pattuglie nelle vie del quartiere S.Leonardo, in Piazzale della Pace, in Via dei Mille e Viale Vittoria e nelle aree limitrofe alla Stazione.

L’attività degli uomini in divisa della Polizia di Stato ha consentito di procedere al controllo di numerosi soggetti prevalentemente di origine straniera, tra questi per lo più provenienti dalla Nigeria. Nello specifico sono state sottoposte a controllo di polizia circa 50 persone, ed oltre 10 veicoli. Tra questi si segnala, inoltre, la denuncia a piede libero di 4 soggetti, due donne e due uomini tutti italiani, deferiti all’Autorità Giudiziaria poiché sorpresi in Via Torelli a commettere il furto di due biciclette. I quattro erano stati precedentemente segnalati al 113 per medesimi fatti avvenuti in via Casa. Rintracciati dagli agenti sono stati identificati e denunciati mentre le biciclette sono state sequestrate.

Infine, 7 persone, di cui 5 nigeriani, nel corso del controllo hanno risposto in modo evasivo alle domande rivoltegli dagli Operatori inerenti al perché si trovassero in città nonostante gli stessi avessero da subito ammesso di  essere residente fuori provincia o addirittura regione ma di domiciliare a Parma e di dormire in stazione. 

Gli stranieri sopra citati affermavano di non svolgere  alcuna comprovata attività lavorativa in questo Comune, né di disporre di beni o redditi che ne giustificassero la loro presenza; inoltre ammettevano di non avere legami affettivi o parentali in città. Queste personenonostante il controllo sommario non evidenziasse nulla di  rilevante sulla loro persona, risultavano in possesso di telefono cellulare, abbigliamento alla moda che poco si conciliava con lo stato di disoccupazione e dell’essere, a loro dire, senza fissa dimora.

Per tali motivi è stata proposta nei loro confronti l’adozione del provvedimento di rimpatrio previsto dall’art.2 del  Decreto Legislativo nr.159/2011 con l’ingiunzione di non ritornare nel comune di Parma per tre anni.

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