Acqua, lettera al sindaco: "Parma capofila per un bene comune"

Il Coordinamento di Parma ha inviato la missiva anche al presidente del Consiglio comunale Marco Vagnozzi e a tutti i consiglieri: "Ci auguriamo che si assuma una posizione centrale nella programmazione del servizio"

La festa in Piazza Garibaldi dopo la vittoria dei referendum

Il Coordinamento provinciale Acqua Pubblica di Parma ha inviato una lettera aperta al sindaco Federico Pizzarotti, al presidente del Consiglio comunale Marco Vagnozzi e a tutti i consiglieri comunali per chiedere che la nuova giunta ed in Consiglio comunale assuma una posizione centrale nella programmazione del servizio idrico, dopo l'esito dei referendum del 12 e 13 giugno dell'anno scorso che hanno sancito la volontà dei cittadini di considerare l'acqua come un bene pubblico.

LA LETTERA APERTA

Il Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica Parma nella primavera dello scorso anno , raccogliendo migliaia di firme tra i residenti del comune di Parma, presentava all'allora Consiglio comunale due petizioni di iniziativa popolare sul tema dell'Acqua come Bene Comune. In una seduta del suddetto consiglio veniva approvata all'unanimità la petizione "per una migliore gestione dell'acqua pubblica a Parma". Tale petizione conteneva una serie di buone prassi da promuovere e sostenere, nonché azioni di rendicontazione, informazione, e sensibilizzazione sul tema acqua, oltre ad una serie di impegni che l'Ente Locale si assumeva in ordine a interventi e manutenzione della rete idrica, risparmio dell'acqua e investimenti per migliorare la qualità dell'acqua. Detti temi non sono divenuti obiettivi prioritari dell’agenda dal passato Consiglio e della sua Giunta per le vicende a noi note. Nella medesima seduta veniva invece respinta la Petizione che chiedeva la modifica dello Statuto Comunale affinché "si riconoscesse l'Acqua quale bene comune di proprietà pubblica” e si recepisse nello statuto comunale “la non rilevanza economica del servizio idrico integrato".

Quest'ultima Petizione veniva accolta dall'allora minoranza consigliare e respinta dal centrodestra cittadino adducendo motivazioni di ordine giuridico/legislativo. Tutto questo accadeva prima del referendum del 12 e 13 giugno 2011. Oggi, alla luce dei risultati referendari di cui sopra le osservazioni che hanno portato al respingimento della petizione di cui sopra , sono da considerarsi formalmente decadute; non solo le richieste del coordinamento provinciale dell’acqua pubblica ieri respinte, oggi sono supportate da un consenso popolare senza precedenti. La stragrande maggioranza dei cittadini, non solo parmigiani, ha infatti votato per chiedere un percorso di ripubblicizzazione dell'Acqua Pubblica. Con l'ultimo passaggio elettorale amministrativo dello scorso maggio, il nuovo Consiglio e la nuova Giunta hanno tutte le carte in regola per dare concretezza alla prima petizione già approvata e pertanto esigibile e per riconsiderare l'esito dell'altra Petizione, a suo tempo bocciata. Quest’ultima, infatti, potrebbe e dovrebbe essere assunta come impegno coerente per il cambiamento ed uno sviluppo eco sostenibile della nostra comunità cittadina. In questo modo l’amministrazione si farebbe carico dell'assunzione di una volontà popolare netta e inequivocabile, dando altresì un segnale di vero cambiamento e trasparenza sulla gestione dei così detti beni comuni che nell'acqua, vedono la forma prima di bene e diritto universale.

Purtroppo il Coordinamento Acqua Pubblica Parma a tutt’oggi sta riscontrando un’involuzione del dibattito sui beni comuni e una paralisi oggettiva dell'applicazione concreta degli esiti referendari. Il Coordinamento cittadino di conseguenza constata con preoccupazione l'allontanarsi di una gestione "vicina" al cittadino del servizio idrico del nostro territorio. Questa progressiva perdita di controllo dei servizi locali sta andando di pari passo con un’ opacità sul futuro della Multiutility Iren -che gestisce l'intero processo- e che a fronte di in elevato indebitamento rischia di operare una ulteriore svendita/privatizzazione del servizio idrico. Il Coordinamento chiede dunque al Comune come intende intervenire per invertire un processo che sfugge alla comprensione del cittadino. Il nuovo regolamento dell'ATO regionale consegna al Consiglio Locale una serie di compiti specifici.

Ci piace credere che, come capofila, il Comune di Parma, proponga una sinergia con l'intero territorio provinciale e che potesse costituire una sperimentazione per una nuova gestione, democratica e trasparente del bene comune Acqua. Il blocco degli investimenti che rischia di verificarsi con l'incertezza delle politiche future dell'attuale gestore, potrebbe rendere sempre più inefficiente e di bassa qualità l'Acqua che il cittadino di Parma beve. Per queste ragioni il Coordinamento chiede che la nuova giunta e il consiglio comunale assumano una posizione centrale nella programmazione del servizio idrico rendendo espliciti gli obiettivi (anche economici) che intende perseguire nella speranza della più coerente linea referendaria. Il Coordinamento si dichiara fin d’ora disponibile ad una fattiva collaborazione affinché si possano realizzare gli intenti e gli obiettivi enunciati.

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