Copador, i lavoratori impugnano i contratti. "Si è aspettato troppo"

Da mesi si parla della crisi della Copador. Ora la chiusura sembra essere più vicina ed alcuni lavoratori hanno impugnato i contratti dell'anno scorso. Una persona che ci lavora da anni: "Alcuni di noi non sono stati più chiamati al lavoro"

Un nuovo fronte di crisi del lavoro si potrebbe aprire presto nella nostra provincia, già attanagliata dalla chiusura di molte realtà produttive. Da alcuni mesi si parla della crisi della Copador, regno del pomodoro a Collecchio, a pochi passi da Parma. Una realtà in grado di raggiungere le 300 mila tonnellate di prodotto fresco lavorato in un anno. Nel settembre 2012 avevamo raccolto la testimonianza di un lavoratore riferita dall'Assemblea Autoconvocata Lavoratori Copador.

Il rischio chiusura ora sembra farsi sempre più concreto. Alcuni lavoratori, assistiti dagli avvocati, stanno impugnando il contratto dell'anno scorso. Una persona che lavora da molti anni in Copador ci ha confermato la situazione di emergenza. E che la chiusura dell'azienda sarebbe sempre più vicina. "Alcuni di noi non sono stati più chiamati al lavoro".

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"Il problema -racconta a ParmaToday- è che abbiamo saputo assolutamente per caso della crisi e continuiamo a sapere per caso le cose tra cui che ci sono serie probabilità che non lavoreremo più a breve. Probabilmente, oltre al fatto che verranno fatti i licenziamenti, c'è il fatto che l'azienda chiuderà. Abbiamo impugnato, con diversi avvocati scelti privatamente, il contratto dell'anno scorso".

"I sindacati confederali ci hanno tenuto all'oscuro della situazione, anche nelle riunioni non ci hanno mai detto niente. Ora si è arrivati al punto che aspettare è tardi. Già questo mese alcuni di noi sono stati chiamati per lavorare solo un mese, altri non sono più chiamati e sono a casa. I nostri sono contratti a tempo determinato, anche se molti di noi hanno lavorato quasi 12 mesi. Alcuni lavorano in azienda da vent'anni si potrebbero ritrovare presto a casa. Non si sa assolutamente nulla, si deve aspettare non si sa bene cosa e anche grazie ai sindacati presenti in fabbrica si è aspettato fino all'ultimo minuto. E ora non sappiamo più cosa fare".

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