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Copador, l'assemblea dei lavoratori: "Operai sotto ricatto"

L'assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici, insieme all'Usb denuncia le condizioni lavorative all'interno dell'azienda del pomodoro: "Voci sulla chiusura dello stabilimento, ritmi e tempi da caporalato"

"Il giorno 23 agosto diversi lavoratori e lavoratrici -si legge nel comunicato firmato dall'Assemblea dei lavoratori della Capador e dall'Usb di Parma-si sono riuniti spontaneamente in assemblea per discutere della loro situazione lavorativa presso Co.pad.or. dove lavorano da diversi anni. La forte preoccupazione sul futuro lavorativo riguarda le insistenti voci di una possibile chiusura o ristrutturazione dello stabilimento di strada dei Notari, 36 a Collecchio.

"Un dato assolutamente nuovo rispetto alle precedenti campagne è che molti lavoratori stagionali sono stati dirottati verso l' agenzia di lavoro interinale Man Power per poter lavorare in Co.pad.or., svincolando di fatto, le responsabilità dell'azienda di Collecchio che utilizza in questo modo manodopera altamente flessibile e precaria. Addirittura molti sono stati chiamati a lavorare per 4 giorni o poche ore accettando condizioni, ritmi e tempi simili a quelli del vecchio caporalato".

"Ci chiediamo, dato le insistenti voci non ufficiali, se stessa sorte è riservata a tutto il personale assunto? Altro indicatore che aumenta la preoccupazione è rappresentata dal fatto che molti stagionali con diritto di precedenza sono stati chiamati a firmare il contratto a maggio-giugno (per cui hanno rifiutato altre prospettive e organizzato la loro vita in funzione di tale opportunità) per poi scoprire a campagna inoltrata che non sarebbero stati chiamati a lavorare".

"Bisogna anche denunciare la permanenza di situazioni di rischio per la salute dei lavoratori a causa dei ritmi insostenibili e della carenza di organico. Vengono tenute in debita considerazione solo le esigenze della produzione e per ultimo le esigenze di chi lavora e crea un bene di prima necessità in situazioni di lavoro non facile. E questa è la prima volta che accade in Co.pad.or e addirittura non si sono sostenuti, come sempre accadeva, i corsi per la sicurezza prescritti.

"In un clima di paura e di instabilità i lavoratori si sentono perennemente sotto ricatto anche a causa di comportamenti non proprio corretti come quello di cronometrare gli operai mentre svolgono la propria mansione. Chiediamo, quindi, in primis alla Direzione aziendale e poi agli organi e alle istituzioni competenti di voler fare chiarezza sulle prospettive future e di ripristinare uno stato di rispetto dei diritti e della dignità di chi lavora".
 

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