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Copador, protesta dei lavoratori: "Clima pesante, pronti allo sciopero"

Dopo la denuncia pubblica di agosto gli addetti del Consorzio di trasformazione del pomodoro a ParmaToday: "il clima è estremamente pesante" e la sicurezza rimane "una nota dolente". Intanto si organizzano su Facebook creando un gruppo ad hoc

Copador. Il Consorzio più noto per la trasformazione del pomodoro in provincia di Parma è in crisi. A breve potrebbe chiudere e lasciare senza lavoro tanti lavoratori e lavoratrici. Ma nessuno ne parla. Per tutti i giovani di Parma la Copador significa qualcosa: lavoro stagionale, turni di notte, i primi soldi dalla campagna estiva. Un rapporto di odio e amore. La nota canzone degli Las Karne Murta 'Copador' è da anni uno dei brani di sottofondo dei giovani parmigiani.

Dentro la fabbrica di Collecchio, in strada dei Notari, i turni sono pesanti, come in qualsiasi altra azienda ma con la nuova dirigenza le cose sono cambiate. E in peggio. Il 23 agosto del 2012 diversi lavoratori si riuniscono per la prima volta e danno vita all'Assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici Copador. Il giorno viene diffuso un documento di denuncia delle condizioni lavorative. Si parla di "situazioni di rischio per la salute dei lavoratori" e si afferma che "molti sono stati chiamati a lavorare per 4 giorni o poche ore accettando condizioni, ritmi e tempi simili a quelli del vecchio caporalato".

Dopo la prima uscita pubblica ora l'assemblea, con il supporto dell'Usb di Parma, prosegue la sua campagna ed organizza la protesta anche su Facebook: l'apertura del gruppo 'Assemblea Autoconvocata Lavoratori Copador' infatti ha permesso a molti lavoratori di venire in contatto tra di loro e scambiarsi informazioni sulle condizioni lavorative. Abbiamo chiesto un aggiornamento sulle condizioni di lavoro ad alcuni lavoratori che fanno parte dell'Assemblea.

Dopo la vostra denuncia pubblica le condizioni lavorative in Copador sono migliorate?
"Il miglioramento sarebbe un'altra cosa però ci sono stati piccoli aggiustamenti tipo l'aumento di personale in alcuni reparti critici, il clima però rimane estremamente pesante"*

 Sicurezza, si sono verificati altri incidenti nelle ultime settimane?
"Incidenti gravi no ma questo dipende più dal caso che da altro, la sicurezza permane una nota dolente"

 Chiusura dello stabilimento. Le voci sono state confermate, temete in un'accelerazione?
"In realtà le voci rimangono tali, niente è stato nè confermato nè smentito, di fatto lavoriamo sotto la continua minaccia di chiusura dello stabilimento o di forti tagli al personale, ipotesi più probabile, che non si sa quando ma ci saranno. Altra minaccia concreta è il passaggio in blocco degli stagionali a lungo termine ad agenzie interinali".

 Promuoverete iniziative di protesta pubblica nel breve periodo?

"Sicuramente si nel caso in cui questo passaggio alle agenzie dovesse concretizzarsi e staremo sempre molto vigili per quel che riguarda l'erogazione degli stipendi, non accetteremo in nessun modo di lavorare gratis e siamo pronti sia allo sciopero che al presidio per chiedere l'apertura reale di un tavolo di crisi nel caso la situazione dovesse ulteriormente deteriorarsi".
 

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