Copra esce dal contratto nazionale? Lavoratrici in sciopero: "No al dictat"

Una presa di posizione netta da parte delle lavoratrici della ristorazione collettiva in sciopero a livello nazionale anche a Parma, contro l'uscita dal contratto collettivo nazionale. Bergonzi, Cgil: "A rischio 250 persone a Parma"

Manifestazione lavoratrici Copra davanti alla Prefettura

“Comune di Parma controlla gli appalti perchè meno diritti ai lavoratori significa meno qualità nelle mense dei nidi e scuole comunali”, “Copra esce dal contratto nazionale e ne fa uno personale. La ricetta è presto fatta dei diritti dei lavoratori celebrare la disfatta”. Solo alcuni dei messaggi sui cartelloni esposti nonostante la pioggia da un gruppo di manifestanti davanti alla sede della Prefettura. Uno sciopero a livello nazionale quello indetto dalle lavoratrici Copra per mettere l'accento sulle pesanti ricadute con la disdetta del contratto collettivo nazionale da Copra Elior. Si parla di un azzeramento di diritti conquistati da chi da tempo lavorava con continuità economica e normativa anche in caso di cambio di appalto, sostiene chi oggi partecipa alla manifestazione. “La crisi non si combatte togliendo diritti e scardinando regole che in un contesto economico e sociale così difficile sono l'unica garanzia e possibilità di avere un lavoro dignitoso e rispettoso delle loro professionalità costruite in ani di lavoro”, sottolineano i maniestanti anche attraverso volantini distribuiti ai passanti.

Secondo quanto sottolineato da Paola Bergonzi, Filcams Cgil Parma, lo sciopero nazionale delle lavoratrici della ristorazione collettiva è “la conseguenza inevitabile all'uscita di un'associazione datoriale molto importante, Angem, dalla contrattazione nazionale sottoscrivendo un protocollo sindacale e normativo con un'altra sigla sindacale non rappresentativa. Questa è una violazione gravissima e un'azione antisindacale sia nelle modalità che nel merito perchè qui si cancella la clausula sociale, ossia il diritto al mantenimento del posto di lavoro, dell'anzianità e di tutti i diritti in cambio appalto”. Una situazione critica anche a livello locale, sottolinea Bergonzi: “A Parma l'azienda più rappresentativa di quelle aderenti ad Angem è Copra , che gestisce in appalto le mense dei nidi e delle materne del comune, l'Ospedale di Vaio e di Borgotaro. Una bella fetta di lavoratrici che se questo dictat imposto da Angem e quindi Copra che vi aderisce dovesse avere un seguito si vedrebbero perdere, in caso di cambio appalto, il diritto alla conservazione del posto, all'anzianità, al salario, e tutto il resto”.

A livello locale si parla di numeri particolarmente significativi secondo quanto sottolineato da Bergonzi, con 250 – 300 persone impiegate che rischierebbero pesanti ricadute occupazionali con cambi appalto. “Si parla di un alto numero di lavoratori, soprattutto donne, che svolgono un lavoro altamente qualificato, basti pensare a chi prepara da mangiare ai malati, pensiamo ai nidi, pensiamo cosa comporta tutto questo. Si parla di persone che hanno accresciuto la propria professionalità in tanti anni di esperienza, c'è chi fa questo lavoro da 20 anni, ma che è sempre stato tutelato dalla clausula sociale che salvava non solo il posto di lavoro a loro ma dava anche garanzia di qualità del servizio agli utenti”.

Quanto richiesto oggi con la manifestazione da parte dei lavoratori della ristorazione collettiva è che si faccia un passo indietro dalla decisione di uscire dal contratto collettivo nazionale, favorendo invece un dialogo e un punto d'incontro con le sigle sindacali Cgil Cisl e Uil che da oltre 5 mesi stanno cercando di portare avanti una trattativa alla ricerca di un percorso condiviso. “Le regole – sottolinea Bergonzi - sono per chi lavora in appalto l'unica certezza di dignità del lavoro, se non si rispetta quello e diventa tutto libero la situazione non può che decadere”.

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