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Rifiuti reggiani al Cornocchio? Folli: "Nessuna comunicazione, lo sappiamo dalla stampa"

Rifiuti in arrivo a Cornocchio? Ieri l'ipotesi-richiesta della provincia di Reggio Emilia alla provincia di Parma era stata rivelata dall'assessore Castellani. Folli: "Ennesima presa in giro per i cittadini"

Rifiuti di Reggio Emilia in arrivo a Cornocchio? Ieri l'ipotesi-richiesta della provincia di Reggio Emilia alla provincia di Parma era stata rivelata dall'assessore provinciale all'Ambiente Castellani che aveva parlato, per i nostri vicini, di "situazione di emergenza". Ma, poche ore dopo, era stato smentito dal suo omologo reggiano, l'assessore Mirko Tutino che aveva escluso la possibilità che a Reggio Emilia ci potesse essere un'emergenza. Oggi registriamo l'intervento dell'assessore all'ambiente del Comune di Parma, Gabriele Folli: 'Abbiamo saputo la notizia dalla stampa, non tramite comunicazione formale". 

"Sull’ipotesi rivelata oggi dall’Assessore Castellani -si legge in una nota- di ricevere al Cornocchio i rifiuti del territorio reggiano per il trattamento meccanico di selezione di cui si apprende notizia a mezzo stampa e non tramite comunicazione formale all’ente territorialmente coinvolto, ci preme sottolineare che qualsiasi valutazione andrà fatta in sede di conferenza dei servizi su cui anche il Comune di Parma esprimerà un parere. Allo stato attuale possiamo dire che trasportare dei rifiuti dalla Provincia di Reggio Emilia per poi riportarli indietro non ci sembra un’operazione dal bilancio ambientale sostenibile. 

Rileviamo inoltre che vi sono impianti TMB attualmente sottoutilizzati molto più vicini alle discariche reggiane come ad esempio quello di Carpi. Questa discussione si innesta in un quadro ancora forse volutamente non chiaro dove è ancora vigente un piano provinciale che non prevede la provenienza di rifiuti da fuori ambito provinciale e con una programmazione che prevedeva che il selettore del Cornocchio andava chiuso all’avvio del Paip. Ci sembra dunque un’ennesima presa in giro ai cittadini di Parma sulle promesse fatte da chi sosteneva la costruzione dell’inceneritore legandola all’autosufficienza del territorio".
 

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