Coronavirus, Caritas ha aumentato la distribuzione dei pasti: fino a 2500 pacchi al mese

Dall’emergenza Covid, a Parma, solo Emporio ha visto un aumento delle richieste di aiuto quasi del 30%, con 300 famiglie che si sono aggiunte alle mille già seguite a febbraio

Sabato 26 settembre torna nei supermercati Conad “Dona una spesa, la raccolta di generi alimentari per le famiglie in difficoltà economica, promossa da CSV Emila, il Centro servizi per il volontariato nato dall’unione dei tre Centri di Parma, Reggio e Piacenza. Un’iniziativa solidale che a Parma compie sette anni e che quest’anno, per la prima volta, arriva a Reggio e a Piacenza. In campo ci sono gli Empori solidali, le Caritas e le associazioni dei tre territori con una marea di volontari.

Li troverete davanti ai punti vendita pronti ad accogliervi in tutta sicurezza con un sorriso e un sacchetto da riempire con quei generi non deperibili necessari nella dispensa di migliaia di famiglie in povertà: olio, tonno, legumi, carne in scatola, pasta, farina, biscotti, merendine, zucchero, alimenti per bambini ma anche prodotti per l’igiene personale. Anche i dipendenti di CONAD Centro Nord saranno fra i volontari grazie al programma di volontariato aziendale #UnGiornoSpesoBene che gli consentirà di dedicare ore di lavoro a supporto della comunità. Questo progetto, ha detto Elena Dondi presidente di CSV Emilia, il centro nato dalla fusione di Forum Solidarietà con i Centri di servizio per il volontariato di Reggio e Piacenza, è un fantastico esempio di come si fa rete. Non solo perché la rete dei volontari si allarga a tre territori ma anche per il grande lavoro che stanno facendo associazioni, enti e aziende all’interno della Piattaforma di Parma non spreca. Una rete, appunto, che va a colmare il divario fra spreco e bisogno. Ancora una volta la comunità si accorge di una necessità e coopera per la dignità delle persone.

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E’ un aiuto oggi più che mai essenziale per la serenità di tantissime famiglie che si sono ritrovate fragili. Dall’emergenza Covid, a Parma, solo Emporio ha visto un aumento delle richieste di aiuto quasi del 30%, con 300 famiglie che si sono aggiunte alle mille già seguite a febbraio. Caritas ha aumentato la distribuzione dei pasti arrivando a 2500 pacchi al mese. Fra i nuovi utenti non c’è distinzione fra italiani e stranieri e ci sono diverse persone anziane sole che hanno trovato il coraggio di manifestare il loro bisogno. Saranno proprio gli Empori (nella nostra provincia sono tre fra Parma, Borgotaro e Lesignano), le Caritas e alcune piccole associazioni a occuparsi della distribuzione di quanto verrà raccolto. Lo scorso anno dalla generosità parmigiana erano arrivate circa diciannove tonnellate di cibo, distribuite fra le varie realtà solidali in base al numero delle persone seguite. La colletta di quest’anno, proprio per la pandemia, acquista un’urgenza molto pressante -dice Cecilia Scaffardi voce della Caritas Diocesana di Parma- perché questa emergenza che è stata prima sanitaria, ora sta divenendo un’emergenza sociale. Il problema dei posti di lavoro che si stanno perdendo, di contratti precari che non vengono più rinnovati, ha gravato pesantemente sulle fasce già vulnerabili ma sta anche creando nuovi poveri. E il primo problema per loro è proprio quello del non sapere cosa mettere in tavola. In questa catena solidale, Conad Centro Nord è uno degli anelli fondamentali; ancora una volta la società cooperativa dimostra di mettere al centro le persone. Dal lockdown in avanti, tantissime sono state le iniziative attente alle fragilità come la spesa sospesa o il sostegno ai volontari della spesa a domicilio. Per questa raccolta alimentare, nei punti vendita (nel parmense sono ventinove), sarà possibile approfittare dell’operazione bis. In pratica, un prodotto lo compri, l’altro lo regala Conad. Questo per incentivare la partecipazione senza appesantire lo scontrino. “Da sempre Conad cerca di rispondere ai bisogni dei territori in cui è presente, in particolare nei momenti di grande difficoltà. Per questo vista la fruttuosa collaborazione con le associazioni del territorio in epoca COVID-19 e, percepita la reale necessità, abbiamo deciso di estendere il “modello Donna Una Spesa Pama” anche in altri territori in cui siamo presenti e nei quali possiamo fare la differenza: Piacenza, Reggio Emilia, Bergamo e Brescia” afferma Rosanna Cattini, membro del Cda di Conad Centro Nord e continua “Siamo consapevoli dell’importanza di avere una rete solidale su cui appoggiarci per poter essere vicini e aiutare le nostre comunità. Voglio dunque ringraziare CSV Emilia e tutte le associazioni e i volontari che rendono possibile tutto questo certa che i nostri clienti risponderanno come sempre con cuore”. Gli altri anelli della catena, ugualmente preziosi, sono tenuti insieme da quasi 400 volontari provenienti da realtà diverse: Agesci, Amici d’Africa, l’Anello mancante, Assistenza volontaria Collecchio Sala Baganza Felino, CNGEI, Emporio Parma, Emporio Valtaro, Emporio Valparma, Muungano, San Cristoforo, Sant’Egidio, Il faro 23, le parrocchie e le Caritas. Realtà unite nella rete di Parma non spreca nata per recuperare e ridistribuire i prodotti non conformi o prossimi alla scadenza. Insieme a loro ci saranno anche i volontari di Parma welFARE che nei giorni della pandemia hanno consegnato centinaia di spese nelle case di chi non poteva uscire. Essenziale anche l’aiuto del Gruppo Barilla che supporta l’iniziativa. Un ringraziamento molto forte, oltre a Conad che ci ha sempre aiutato moltissimo, va alle centinaia di volontari. In questo periodo sono tantissime le persone che si sono attivate e che sono state vicine alla città. La grande fortuna di Parma è che, di fronte a un bisogno, c’è sempre una grande risposta da parte dei cittadini. Sono le parole di Maurizio De Vitis, presidente di Parma non spreca, che continua: questa è l’occasione per entrare in quel volano del volontariato che servirà a rendere la rete sempre più forte. Come associazioni facciamo rete il più possibile perché se le maglie sono fitte e solide, si possono dare delle risposte di un certo livello. Se abbiamo imparato qualcosa negli ultimi mesi, è che di fronte a una società infragilita e disorientata l’antidoto può essere quel piccolo aiuto che ciascuno di noi può dare. Anche solo mettendo un pacco di pasta in più carrello. L’invito per tutti è di farlo anche sabato 26 settembre.

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