Coronavirus, a Parma nove vittime: tutte avevano patologie pregresse

Dall'inizio dell'emergenza nove pazienti sono deceduti al Maggiore: anche Ivo Cilesi, il professore esperto di Alzheimer, aveva patologie croniche

Sono nove le persone decedute all'Ospedale Maggiore di Parma dall'inizio dell'emergenza coronavirus. In tutti i casi le persone ricoverate dopo essere risultate positive al tampone per il coronavirus avevano patologie pregresse. Anche il medico 61enne Ivo Cilesi, che secondo le parole dei colleghi e della compagna, non avrebbe avuto patologie pregresse, secondo il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro aveva patologie croniche. 

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All'Ospedale Di Vaio, poi, è risultato positivo al test per il coronavirus. Due giorni dopo è deceduto al Maggiore. La prima vittima a Parma era stato un 70enne di Lodi, con patologie pregresse di un certa rilevanza, poi una donna di 86 anni di Busseto - la prima vittima residente in provincia di Parma. Nei giorni succesivi due uomini, di 76 e di 79 anni, sempre residenti in provincia e una donna di 87 anni, morta sempre all'Ospedale Maggiore. Le ultime tre vittime sono una donna di 92 anni e due uomini, di 89 e 73 anni. 

A livello nazionale, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, l'età media dei pazienti deceduti per il coronavirus è di 81 anni. La maggiore parte dei decessi infatti, il 42.2%, è avvenuta nella fasca d'età tra 80 e 89 anni, il 32.4% tra 70 e 79 anni, l'8,4% tra i 60 e i 69 anni. In più di due terzi dei casi, inoltre, i morti durante l'emergenza coronavirus, avevano tre o più patologie preesistenti. Il 67,2% presentava tre o più patologie, il 18,3% presentava due patologie, mentre il 15.5% non presentava patologie. 

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