Berceto, il sindaco positivo al coronavirus: "Un'esperienza che mi renderà più forte"

Il risultato del tampone è arrivato il 22 marzo: "Un’esperienza che vivo senza isterismi perché penso al domani radioso che avremo come comunità e come paese"

Il sindaco di Berceto Luigi Lucchi è positivo al coronavirus. E' lo stesso primo cittadino a comunicarlo sulla sua pagina Facebook: ecco il suo post. 

 "Sono a Pavullo nella clinica la Pineta in cui dovevo, avendo smesso di fumare (ultima sigaretta 30 gennaio), avere la riabilitazione respiratoria tramite esercizi fisici. Tutto programmato da mesi visto che l’entrata in clinica comportava l’aver smesso di fumare. Programmavo di iniziare a smettere il 7 gennaio e di poter andare in clinica a Febbraio. Non è facile entrare in questa clinica, convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale, e la data era fissata per il 24 febbraio. Sabato 22 febbraio, invece, improvvisamente febbre. Normale faringite. Per entrare in clinica si doveva essere sani e avere anche certificato medico che lo attestava. Mercoledì 26 completa guarigione e certificato medico. In clinica posso entrare venerdì 28. In tutta la mia vita ho trascorso una sola notte in ospedale (febbraio 1977 operazione alle tonsille). Mi sono sempre illuso, dal giorno della decisione di entrare in clinica (novembre) che non fosse un ospedale.. Era ed è un ospedale. Non so se raggiungerò gli obiettivi di migliorare la respirazione, di imparare nuove tecniche ecc. Di certo ho raggiunto un buon bagno d’umiltà circondato da persone che hanno l’ossigeno, usano il carrello, fanno tanta fatica a camminare. Non tutti sono ex fumatori ma di certo i fumatori vedono palesemente il loro futuro. A questa situazione di “prigionia” s’è aggiunto il peggioramento repentino della situazione regionale del corona virus. Ho vissuto dall’interno il dramma della situazione. Del completo isolamento.

Poi ecco, improvvisamente febbre. Paura!!! Tampone e referto positivo appena appreso oggi 22 marzo. Un’esperienza che mi renderà piu’ forte, piu’ capace di comprendere il dramma delle persone. Un’esperienza che vivo senza isterismi perché penso al domani radioso che avremo come comunità e come paese. Una buona dose di paura che però non riesce, al momento, a sopraffare ai tanti progetti, alle tante idee per il futuro delle Terre Alte. Serve pensare, in questi momenti, a quanto Berceto ha vissuto e attestato con la peste del 1630, il colera, la spagnola, la asiatica, il tifo ecc. ecc. Berceto è sempre rinato e rinato migliore. Anche allora come adesso c’erano i maghi che volevano trarre vantaggi “politici” dalle disgrazie della comunità. Anche allora non sono stati creduti dai bercetesi come non lo saranno adesso visto il loro livore e malvagità".

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