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Coronavirus: "Io, studente disabile, ho deciso di non tornare dalla mia famiglia"

Vito Cavallo, studente di International Business Devolopment della Facoltà di Economia dell'Università di Parma ci parla del suo isolamento in una stanza della residenza Cavestro: "E' stata un atto d'amore per i miei nonni"

Vito ha scelto il senso di responsabilità. Ha deciso di non muoversi dalla sua stanza della residenza universitaria di via Cavestro a Parma, nonostante la sua condizione di disabilità e dopo l'annuncio dell'entrata di Parma in quella che allora era la zona rossa, poi allargata a tutto il territorio nazionale in maniera uniforme. Ora Vito Cavallo, studente di International Business Devolopment della Facoltà di Economia dell'Università di Parma, è in sostanziale isolamento all'interno della sua stanza nella residenza universitaria Cavestro. 

Perchè hai deciso di rimanere a Parma? 

"Ho scelto di rimanere qui per un senso di responsabilità, sono rimasto a Parma per un atto di amore nei confronti dela mia famiglia e dei miei nonni, che vivono in Puglia. Non ho fatto come tanti altri studenti che, quando hanno sentito dai telegiornali, dell'imminente inserimento di Parma in quella che allora era la zona rossa, sono 'scappati' nelle regioni del Sud, tanti anche nella 'mia' Puglia, rischiando di portare il corornavirus in Meridione, dove la sanità non è efficente come quella dell'Emilia-Romagna". 

Come passi le tua giornate, in sostanziale isolamento, all'interno della stanza nella residenza universitaria? 

"Cerco di passare il tempo studiando, lo uso soprattutto per finire di scrivere la tesi per la laurea specialistica in International Business Devolopment della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Parma. Io, personalmente, ho già finito le lezioni ma i professori hanno attivato, oltre alle lezioni online, anche la condivisione di tanto materile utile per lo studio. Ho decido di guardare a questa situazione come un'opportunità, per studiare, leggere, informarmi sul coronavirus, soprattutto dai canali ufficiali - l'Oms, la Protezione Civile - e dai giornali che scrivono notizie verificate e precise". 

Qual'è la tua giornata tipo in questi giorni che trascorri in stanza?

"Mi alzo e invece di uscire ed andare in Università, studio a casa. Cero di usare tutti gli strumenti informatici che ho a disposizione e tutte le informazioni di cui dispongo. Con il passare delle ore cerco di approfondire alcuni pezzetti di discorso e poi cerco di fare dei collegamenti. Mi sono anche messo ad analizzare gli articoli di giornali. Poi, occupandomi di economia, mi sono anche fatto un'idea sulla situazione economica che dobbiamo aspettarci, a Parma e in tutta Italia, al termine di questa emergenza sanitaria. Ci sarà un flusso che porterà via questo momento di crisi: secondo la mia opinione, grazia al Governo Conte, abbiamo ripreso un peso politico a livello internazionale. Ci sarà un momento critico ma ce la faremo alla grande". 
 

Come vive la tua disabilità all'interno di una situazione di isolamento? 

"Come per tutte le cose dipende da come ti poni; io non mi sono posto in maniera catastrofistica, ci sono sicuramente alcune difficoltà ma non trovo che sia così complicato riuscire a rispettare le regole. Ci hanno detto di stare a casa e di rispettare le indicazioni per la tutela della salute di tutti, non ci hanno detto di andare in guerra. Mi rendo conto che la mia scelta non è stata fatta da tutti. Infatti molti sono tornati delle regioni del Sud: io personalmente se dovessi mai ammalarmi preferirei essere al Nord". 

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