Coronavirus: verso un lockdown 'morbido' e la chiusura alle 21

Tutti i nuovi provvedimenti allo studio per le prossime settimane

Passerano dieci giorni prima di nuovi provvedimenti per quanto riguarda le nuove regole per contrastare il contagio da coronavirus. Ci potrebbe essere un nuovo lockdown, n ogni caso più "morbido" rispetto a quello di marzo.

Giuseppe Conte vuole attendere prima di varare un nuovo Dpcm anche se ci sono forze nella maggioranza che chiedevano ulteriori misure entro il week end e, soprattutto, non vuole muoversi prima che lo facciano altri paesi europei.

Dieci giorni in cui si studieranno i numeri con attenzione prima di muoversi tenendo conto dei numeri.

Una situazione che, ammette il premier Giuseppe Conte alla Camera, "si sta rivelando molto critica" e che potrebbe portare ad una nuova stretta da parte dell'esecutivo, probabilmente già nei primi giorni della prossima settimana: "siamo pronti a intervenire se sarà necessario", conferma il presidente del Consiglio. 

Dieci giorni prima di un lockdown "morbido" che probabilmente prevederà il divieto di uscire di casa se non per ragioni di scuola, lavoro o salute e il blocco totale degli spostamenti tra regioni. Per cominciare. Poi si vedrà. 

Poi inizierà a ragionare su cosa fare a inizio novembre, al termine dei dieci giorni. Valuterà i limiti ai movimenti non essenziali, che comunque approverà solo dopo eventuali scelte drastiche di altre Cancellerie europee. Consapevole, però, che dieci giorni rischiano di essere troppi. Almeno su questo, non c’è neanche bisogno di confrontarsi con Speranza

"Il lockdown generalizzato può essere evitato se vengono prese misure rapide, urgenti e forti adesso, ma non con quelle prese attualmente" ammonisce intanto il consulente di Speranza Walter Ricciardi

La parola d'ordine è "gradualità": è probabile che i primi a chiudere saranno le sale giochi e i centri commerciali, poi toccherà alle palestre - anche se il ministro Vincenzo Spadafora ha emanato il nuovo protocollo che introduce norme più stringenti proprio per evitare la chiusura - poi ancora sarà la volta di bar e ristoranti e, se necessario, si arriverà al divieto di spostamento tra le regioni. Il giro di vite, prevede il coprifuoco alle 21 in tutta Italia come misura estrema:

Se tra sette giorni non si sarà invertito l’andamento della curva, scatterà il coprifuoco in tutta Italia alle 21. Misura estrema, che il premier Conte aveva respinto anche perché comporterebbe la serrata di bar e ristoranti. Limitando gli spostamenti si spera di frenare la corsa del virus, così da non arrivareaquella soglia massima di terapie intensive — 2.300, il 30 per cento del totale di posti — che rischia di far scattare il lockdown.

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