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Stolen Tax, Maresciallo dei Carabinieri arrestato per falsità ideologica

Il maresciallo capo dei Carabinieri Massimo Giansanti, ai domiciliari, è accusato anche di calunnia, violazione di segreto istruttorio e favoreggiamento. Avrebbe depistato un indagine presentando una falsa informativa

A margine dell'operazione della Guardia di Finanza denominata Stolen Tax, che ha portato all'arresto di 5 persone, tra cui l'avvocato ed ex-presidente di Spip Alberto Pancrazi Liberati, è stato arrestato anche il maresciallo capo dei Carabinieri Massimo Giansanti, accusato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, calunnia, violazione di segreto istruttorio e favoreggiamento. Si trova agli arresti domiciliari, come gli altri 5 arrestati dell'indagine principale. 

Secondo la ricostruzione degli inquirenti il carabiniere avrebbe presentato un'informativa falsa. Il motivo? Una falsa commercialista, arrestata nell'inchiesta su corruzione e fisco, voleva proteggere una persona a lei vicina e per questo motivo si sarebbe rivolta al Carabiniere per una denuncia per diffamazione presentata a carico di questa persona. Giansanti avrebbe indicato nell'informativa il nome di un'altra persona, proprio per favorire la falsa commercialista.  Il maresciallo è stato scoperto grazie ad alcune intercettazioni che erano state autorizzate nell'ambito dell'inchiesta Stolen Tax. 

STOLEN TAX: CORRUZIONE PER CANCELLARE I DEBITI 

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