Corruzione e sanità: Guido Fanelli non risponde alle domande del Gip

Il luminare della Terapia del Dolore, considerato dall'accusa a capo dell'associazione a delinquere non ha risposto alle domande. L'avvocato Bonati: "Ci saranno tempi e modi per chiarire le singole imputazioni provvisorie che sono oggetto di contestazione

Gudio Fanelli esce dalla Procura di Parma insieme al suo avvocato

Guido Fanelli, il luminare della Terapia del Dolore, arrestato nell'ambito della maxi inchiesta 'Pasimafi' sulla presunta corruzione di alcuni dirigenti medici da parte di alcuni imprenditori farmaceutici, si è presentato la mattina di sabato 13 maggio in Procura per l'interrogatorio di Garanzia. Secondo l'accusa è il principale artefice ed ideatore dell'associazione a delinquere: deve rispondere di una serie di reati tra i quali corruzione, peculato, truffa. Poco dopo mezzogiorno è uscito dall'aula con il Gip Maria Cristiana Sarli, insieme al suo legale. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una signora, incrociata vicino a via Farini ha urlato all'indirizzo di Fanelli: "Dovrebbero farle quello che lei ha fatto a quelle persone" e poi se n'è andata. Il medico, impassibile, ha proseguito la breve camminata in via Farini.

 

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L'avvocato Marco Bonatti, uno dei legali di Guido Fanelli, ha dichiarato: "La condotta che abbiamo scelto è la condotta necessariamente imposta da due ordini di fattori: una situazione di non lucidità del professor Fanelli, alla luce delle vicende che lo riguardano e l'insufficente conoscenza degli atti processuale, che deriva dalla mole degli stessi. L'ordinanza è corposa, ancor più corposa è la richiesta di costudia cautelare. In questo contesto diviene inesorabile la scelta, che io ritengo momentanea, di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ci saranno tempi e modi per chiarire le singole imputazioni provvisorie che sono oggetto di contestazione. Fanelli rimane ai domiciliari: valuteremo eventuali istanze ma in questo momento ritengo improbabile l'impugnazione al Tribunale delle Libertà"

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