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Loris Borghi: "Ho sempre agito per il bene dell'Università"

La lettera del Rettore, indagato per abuso d'ufficio nell'inchiesta su corruzione e sanità al personale dell'Ateneo: "Le accuse su di me? Risponderò a chi di dovere con il massimo della collaborazione"

Scandalo corruzione e sanità. Il rettore Loris Borghi, indagato per abuso d'ufficio, ha scritto una lettera al personale dell'Ateneo, docenti, tecnici e amministrativi: "I comportamento dei singoli non possono ricadere sulla reputazione di un'intera istituzioni e di chi la rappresenta". 

LA LETTERA - Cari colleghi, personale docente e tecnico-amministrativo, le gravi vicende che hanno investito l’ambito della sanità e talune versioni fornite a mezzo stampa, fatto salvo gli accertamenti in corso da parte della magistratura e la realtà dei fatti che ne scaturirà, mi inducono in quanto vostro Rettore, a rivolgermi a voi per riaffermare la credibilità e il prestigio della nostra Università, che non può essere scalfito da situazioni che riguardano singoli soggetti. Non posso non rilevare su questa vicenda interpretazioni in qualche caso fuorvianti e strumentali tese a squalificare il ruolo dell’Università e della sua governance. Eventuali gravi e disdicevoli comportamenti dei singoli non possono ricadere sulla reputazione di un’intera istituzione e di chi la rappresenta. Per quanto riguarda la mia situazione personale in riferimento alla vicenda del trasferimento di un ricercatore a tempo indeterminato da un’Università ad un’altra, risponderò a chi di dovere con il massimo della collaborazione, ribadendo che l’operato svolto è stato improntato esclusivamente al bene e agli interessi dell’Università. Sono convinto che il quadro informativo che l’Ateneo sta fornendo e continuerà a fornire, vi consentirà una conoscenza delle vicende in corso il più possibile oggettiva e basata sulla effettiva realtà dei fatti, capace di decantare facili suggestioni senza alcun riscontro o ancor peggio vere e proprie informazioni a carattere strumentale. Ai dipendenti inconsapevolmente coinvolti e che hanno solo doverosamente assolto i loro compiti istituzionali, esprimo la vicinanza mia e di tutto l’Ateneo. Chi non ha fatto nulla di male non deve sentirsi colpito o abbandonato. Sarà mia cura presentare e dare ragione di tale situazione agli organi di Ateneo di prossima convocazione, Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, per condividere con tutti i vostri rappresentanti non solo il quadro informativo disponibile ma anche le scelte e i comportamenti da adottare nell’immediato futuro

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