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Corruzione e sanità, Udu: "Il Rettore chiarisca oppure faccia un passo indietro"

Gli studenti: "Chiediamo una netta presa di posizione pubblica per affermare la sua eventuale estraneità ai fatti"

"E’ di qualche giorno fa -si legge in una nota dell'Udu- lo scandalo provocato dall’inchiesta denominata “Pasimafi”, che ha letteralmente scosso gli ambienti sanitari, e che ha il suo epicentro a Parma ed il suo mentore in un professore (ormai ex) della nostra Università, Guido Fanelli, e che vede indagati tra gli altri anche il Rettore Loris Borghi per abuso di ufficio, reo di aver favorito, modificando l’apposito bando, il trasferimento in entrata del professor Massimo Allegri, braccio destro di Fanelli e  sua volta coinvolto nell'inchiesta.

La prima considerazione che ci viene da fare, oltre il merito giudiziario sul quale siamo sicuri che organi più competenti di noi faranno il loro lavoro, è di tipo etico e morale. Come studenti ci sentiamo offesi e colpiti, riteniamo che sia inaccettabile che un professore dell’Università, che ha come ruolo quello di educare gli studenti ed insegnarli oltre che in ambito accademico anche dal punto di vista umano, si sia rivelato il “boss” di quella che possiamo definire una vera e propria cupola. Ancora più inaccettabili sono le speculazioni che si sono fatte sugli ignari pazienti a cui venivano sperimentati i medicinali senza il loro consenso, di fatto rischiando anche l’incolumità delle persone.

Per quanto riguarda l’indagine a carico del Rettore chiediamo che ci sia un chiarimento della sua posizione in questa triste vicenda, una netta presa di posizione pubblica per affermare la sua eventuale estraneità ai fatti. In caso contrario, riteniamo che debba esserci da parte sua una presa d’atto dei fatti e debbano essere rassegnate le dimissioni. E’ la seconda indagine per abuso d’ufficio che colpisce il nostro Rettore negli ultimi due anni, e questo silenzio assordante da parte della più alta carica dell’Università non è una cosa tollerabile, per rispetto nei confronti di tutta la comunità accademica (studenti, docenti, personale tecnico) che con questa faccenda nulla ha a che fare ma che subisce le malefatte di pochi, e dell’Università stessa. Confidiamo che questo scandalo possa concludersi nel migliore dei modi, fiduciosi che la magistratura faccia il suo corso e che chi è responsabile paghi, e che la nostra Università sappia prendere le dovute precauzioni affinché fatti simili non possano ripetersi in futuro". 


 

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