Bilanci, la Corte dei Conti bacchetta il Comune. Ferretti: "Massima collaborazione"

La sezione regionale di controllo per l'Emilia Romagna, composta da 8 magistrati della Corte dei Conti, ha esaminato i documenti finanziari 2011 e 2012 trasmessi dal Comune di Parma, Settore Finanziario e Ufficio Partecipate e dai suoi organi di revisione

La sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna, composta da 8 magistrati della Corte dei Conti, ha esaminato i documenti finanziari 2011 e 2012 trasmessi dal Comune di Parma, Settore Finanziario e Ufficio Partecipate e dai suoi organi di revisione. Ne hanno parlato, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa,  l'assessore al bilancio Marco Ferretti, affiancato da Marta Segalini dirigente del Settore Finanziario, Società e Contratti.
 
“I rilievi della Corte dei Conti ci spronano a proseguire sulla strada intrapresa – ha spiegato l’assessore Ferretti -, nella consapevolezza che uno dei problemi maggiori dell’attuale Giunta Comunale è quello di risolvere quelli creati dalla Giunta precedente. Il mio impegno è quello di risolverli per il bene della città”. Dalla suddetta deliberazione  (n.148/2014/PRSP) emerge quanto segue.
 
L’oggetto specifico dell’analisi sono il rendiconto del 2011 ed il bilancio preventivo ed il rendiconto del 2012. Nel documento vengono comunque presi in esame anche  atti amministrativi riferiti agli anni precedenti, con particolare riferimento al periodo 2008 – 2010. Non si tratta di un intervento “straordinario”. Infatti tutti gli anni la Corte dei Conti delibera sul rendiconto di tutti i Comuni, ma la delibera può essere una semplice presa d’atto o può contenere – come in questo caso - riferimenti a “gravi irregolarità”. Non si tratta di un problema di legittimità, ma della “tenuta” dei conti del Comune di Parma, che risulta compromessa se non si prendono rapidamente dei provvedimenti . La relazione sottolinea come in quegli anni si sia manifestata una grave incapacità di programmazione.
 
Nel testo si evidenziano quattro aree di analisi: entrate, spese, rischio da contenzioso e partecipate. Entrate: vengono sottolineati numerosi casi di crediti di dubbia o difficile esigibilità. Per citare alcuni esempi significativi, si parla di oneri di urbanizzazione (POC – derivanti dal Piano Operativo Comunale, e  PUA – oneri derivanti dal Piano Urbanistico Attuativo) che, con particolare riferimento agli anni 2009 e 2010, sono stati contabilizzati ma tuttora non riscossi perché gli interventi non si sono attuati, e/o di alienazioni di beni immobili patrimoniali del Comune a società partecipate in difficoltà finanziaria. In particolare, nel 2008 sono stati alienati beni a società partecipate che non hanno ad oggi provveduto al pagamento e che non sono in grado tutt’oggi di farvi fronte.  
 
Spese. Tra le spese, la Corte dei Conti pone un’attenzione particolare ai debiti fuori bilancio, segnalando che nel periodo 2011 – 2013 il Comune “ha fatto ricorso all’istituto del riconoscimento di debito fuori bilancio ripetutamente e per consistenti importi”. La Corte dei Conti critica non tanto il riconoscimento dei debiti fuori bilancio (a questo punto inevitabili), ma piuttosto il fatto che il Comune sia stato messo in condizione di dover riconoscere e finanziare spese di anni precedenti attraverso bilanci di anni successivi. Per esempio, negli anni 2010 e 2011 il Comune non ha messo a bilancio gli aggi di Parma Gestione Entrate, che sono stati riconosciuti nel 2012 come debiti fuori bilancio per una cifra  di oltre 1.700.000 euro che, come gli amministratori di allora ben sapevano,  dovevano essere versati nelle due annualità precedenti. Si tratta, come constata la Corte dei Conti, di una palese incapacità del Comune di programmare uscite ampiamente prevedibili. Altro esempio sono gli espropri, che si sono prolungati negli anni (in alcuni casi per decenni) senza prevederne la copertura a bilancio. Viene analizzata, inoltre, la tempestività di pagamento delle spese. L’Amministrazione Vignali ha lasciato il Comune di Parma con quasi 102 milioni di euro di debiti scaduti alla data del 31 dicembre 2011. L’Attuale amministrazione al 31 dicembre 2012 li aveva ridotti a 52 milioni. Ora la Corte dei Conti sottolinea come “i debiti scaduti sono stati integralmente pagati nel corso del 2013 senza la necessità di accedere all’anticipazione di liquidità”.

La Corte dei Conti aggiunge: “I significativi debiti pregressi, di parte corrente e di conto capitale, sono stati generati da spese attivate dall’Amministrazione degli esercizi precedenti, in carenza di programmazione delle attività in grado di rispettare i termini di pagamento e in concomitanza con le modifiche delle regole sul patto di stabilità, che hanno determinato una limitazione alle possibilità di pagamento di tali spese. Già in sede di esame del consuntivo 2010 questa sezione aveva rilevato la mancata adozione di un provvedimento contenente misure organizzative per garantire il tempestivo pagamento delle somme (omissis) A riguardo, si rileva che negli esercizi 2011 e 2012 il Comune di Parma non ha adottato alcun provvedimento volto a garantire la tempestività dei pagamenti nonostante i richiami e le segnalazioni pervenute dall’organo di revisione”.

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Sul fronte delle spese sempre per gli anni 2011 e 2012, la Corte dei Conti rileva che si sono utilizzate entrate straordinarie (plusvalenze da alienazioni patrimoniali e avanzo di amministrazione) per spese ordinarie. “Nel triennio 2009 – 2011 si è registrata una differenza di parte corrente negativa – dice la Corte dei Conti – sempre coperta con entrate straordinarie derivanti da contributi per permessi di costruire e, nel 2009 e 2010, anche con plusvalenze da alienazioni patrimoniali e avanzo di amministrazione”. Ma c’è di più: nel 2009 tale differenza era di circa 27 milioni di euro, nel 2010 la differenza era di 21 milioni di euro, mentre nel 2011 il deficit di parte corrente era  formalmente ridotto a 2,8 milioni di euro, ma purtroppo solo per effetto del fatto che i costi erano stati scaricati sulla società  Parma Infrastrutture. Ecco cosa scrive la Corte dei Conti in proposito: “In relazione al rendiconto del 2011 il disavanzo (cioè 2,8 milioni di euro) pur consistente, si è notevolmente ridotto in virtù di una riduzione delle spese correnti, riduzione per altro dovuta al trasferimento della funzione di manutenzione del patrimonio e dei contratti global (manutenzione, strade e verde), nonché della gestione dell’illuminazione pubblica e delle utenze energetiche alla società Parma Infrastrutture Spa”.
 
Rischio contenzioso. Nella deliberazione si sottolinea l’ammontare del rischio economico da contenzioso che, al 31/12/2012, era pari a 102 milioni di euro, con un picco al 31/01/2014 di 225 milioni di euro. Nel frattempo, le cause intentate da Parcor per 100 milioni di euro e Iren ambiente per 27 milioni di euro, sono state respinte in prima istanza dal Tar. Restano in sospeso 98 milioni di euro, oggetto di contenzioso. La Corte dei Conti ritiene che il capitolo di bilancio che oggi il Comune di Parma ha previsto come fondo rischi per il contenzioso vada incrementato.
 
Partecipate. La Corte dei Conti rileva: “L’analisi effettuata ha messo in luce un assetto delle partecipazioni eccezionalmente esteso, difficilmente governabile e in buona parte non giustificato da reali esigenze organizzative e funzionali”. “Dall’esame della relazione trasmessa dall’organo di revisione dei conti del Comune di Parma, relativa al rendiconto dell’esercizio 2010, è emersa, quale principale criticità, la complessa e variegata costituzione negli anni di un sistema di partecipazioni societarie strutturato su un elevato numero di società, molte delle quali fortemente indebitate e con ripercussioni pregiudizievoli per l’ente”. In quanto “l’elevata patrimonializzazione di alcuni degli organismi partecipati con consistente indebitamento presenta un non agevole grado di realizzabilità per la natura stessa delle relative immobilizzazioni”. Si sottolinea, inoltre, come “la creazione, almeno in alcuni casi, di rilevanti partite debitorie delle partecipate, in particolare nei confronti del sistema bancario, e dello stesso Comune si è realizzata in passato anche attraverso il rilascio di patronage” E ancora: “A riguardo si rileva che i processi decisionali adottati sia in sede di esternalizzazione dei servizi, nel 2010, sia quelli di reinternalizzazione, tuttora in corso, richiedono un’approfondita analisi economica dei relativi costi, che nella specie non sembra essere stata adeguatamente sviluppata”. In merito al mondo delle partecipate la delibera della Corte dei Conti illustra nel dettaglio le principali criticità di ogni singola società di cui il Comune detiene la totalità o la larga maggioranza delle quote. I nodi sono STT Holding, Cal, Parma Infrastrutture e la Fondazione Regio.
 
INVITI ALL’ENTE. La Corte dei Conti ha rivolto al Comune un invito ad agire su 8 punti, che si riportano letteralmente: a riferire dettagliatamente  e con periodicità sugli sviluppi dell’attività di razionalizzazione e dismissione del sistema delle partecipazioni, sull’indebitamento  del Gruppo Comune di Parma nonché sulle altre situazioni evidenziate nella presente deliberazione. Una prima relazione, riferita alla situazione in essere al 31 dicembre 2014, sarà presentata entro il 31 gennaio 2015; a far procedere i processi decisionali di reinternalizzazione dei servizi da un’approfondita analisi economica dei relativi costi; a presidiare le diverse gestioni societarie in essere, sussistendo il concreto rischio di gravi riflessi negativi sul bilancio e sul patrimonio dell’ente; a intensificare l’azione di governance nei confronti degli organismi partecipati che abbiano registrato perdite per tre esercizi consecutivi; ad adottare per il futuro criteri di maggiore prudenza nella previsione dell’entrata relativa ai contributi per permesso di costruire; ad adottare tempestivamente il piano triennale delle azioni positive in materia di pari opportunità in vista della prossima scadenza; a tenere costantemente monitorato lo stato di contenzioso, anche attraverso la predisposizione di report periodici, e a rilevare le passività potenziali in conformità ai principi contabili; a considerare l’opportunità di integrare il fondo per cause di esproprio e cause su lavori ed il fondo di riserva.
 
"Nel secondo semestre del 2012 -dichiara Marco Ferretti- nel corso del 2013 e nel primo semestre del 2014 l’Amministrazione ha adottato una serie di provvedimenti che vanno esattamente nella direzione auspicata dalla Corte dei Conti. Sul fronte delle partecipate si citano, a mero titolo di esempio non esaustivo, la messa in liquidazione di CasAdesso, la chiusura di Engioi,  il piano ex articolo 67 per Città delle Scienze, la riscrittura della convenzione di Area Stazione,  la cessione della Stu Pasubio, fino alla imminente approvazione del piano STT e CAL (Centro Agro Alimentare), per cui sono stati depositati gli atti in Consiglio Comunale. Tutte le società del gruppo Parma, ad eccezione di STT, CAL e Parma Infrastrutture, chiudono i bilancio 2013 in utile (comprese Fondazione Regio e ASP Ad Personam, citate ampiamente dalla deliberazione). Sul versante Comune sono stati radiati (cancellati) dei residui attivi (crediti di fatto inesigibili), si è osservata la massima  prudenza nella previsione delle entrate e nelle spese, sono stati accantonati fondi per voci di dubbia esigibilità e sono stati riconosciuti e finanziati i debiti fuori bilancio del passato.
 
La delibera della Corte dei Conti, come più sopra spiegato, non riguarda la gestione della Giunta Pizzarotti, che è entrato in carica a giugno 2012 e si è trovato a gestire i debiti, il contezioso, le partecipate e i crediti dubbi ereditati dall’amministrazione Vignali, tuttavia ci lancia un segnale di attenzione, rilevando un problema formale sulla convenzione stipulata con il Dipartimento di Economia per ad un progetto finalizzato all’elaborazione di una metodologia per il Bilancio Consolidato del Comune di Parma del valore di 16.500€. Si vuole rassicurare sul fatto che il progetto sta procedendo e che i problemi formali saranno superati dalla documentazione finale del progetto che verrà illustrata anche alla città oltre che trasmessa alla Corte dei Conti come richiesto. Questa Amministrazione, come sottolineato in più occasioni, intende collaborare con l’Università di Parma  e peraltro sta elaborando una convenzione quadro che a questo punto verrà inviata (ovviamente prima della firma) alla Corte dei Conti per una verifica di fattibilità.
 
Nell’immediato futuro verranno presidiati tutti gli 8 ambiti indicati dalla Corte dei Conti, peraltro in linea con quello che già si sta facendo: verranno posti obiettivi di PEG ai dirigenti per l’attuazione di quanto richiesto, verrà potenziato l’ufficio di gestione delle società partecipate, verrà aperto un tavolo di lavoro con l’Avvocatura sul contenzioso legale per il monitoraggio dei rischi, e i fondi rischi verranno integrati nella misura in cui si renderà possibile e in base a quanto si rivelerà effettivamente necessario. Infine, l’Amministrazione ribadisce la massima collaborazione con la Corte dei Conti e con tutti gli organi investigativi (Guardia di Finanza, Procura della Corte dei Conti, ecc.) al fine di assicurare correttezza e trasparenza nella gestione del Comune e delle società partecipate, in applicazione di quanto previsto nel programma di legislatura e finalizzato a garantire il mantenimento dei livelli dei servizi per i cittadini di Parma che rischiano di essere penalizzati dalla pesante eredità del passato sui conti del Comune.

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