Liberazione, centinaia in corteo per il 25 aprile

Il lungo serpentone si è mosso dopo le ore 10 da piazzale Santa Croce: davanti il sindaco Federico Pizzarotti e le istituzioni cittadine, le associazioni combattentistiche, i partiti, i movimenti

Il corteo per l'anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo si è svolto oggi, 25 aprile, a Parma come da tradizione. Il lungo serpemntone si è mosso dopo le ore 10 da piazzale Santa Croce: davanti il sindaco Federico Pizzarotti e le istituzioni cittadine, le associazioni combattentistiche, i partiti, i movimenti. In fondo al corteo i movimenti sociali con uno spezzone contro la guerra. 

La celebrazione del 71° anniversario della “Liberazione” ha costituito un momento di riflessione e di festa. Si commemora oggi il 25 Aprile, i valori di coloro che hanno combattuto per la libertà e la democrazia del nostro Paese, di chi ha creduto in un’Italia affrancata dal totalitarismo e per questo ha sacrificato la propria vita. La fine della guerra, l’avvio di una nuova stagione per l’Italia sono stati motivo di riflessione in una giornata che ha preso avvio con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Santa Croce, per proseguire, poi, con il corteo che si è formato a barriera D’Azeglio con la partecipazione del Corpo Bandistico Giuseppe Verdi e gli allievi dell'Istituto comprensivo a indirizzo musicale Sanvitale – Fra Salimbene, con la deposizione delle corone al monumento al Partigiano ed al monumento ai Caduti.

In Piazza hanno portato il loro saluto il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, Gianpaolo Serpagli consigliere provinciale con delega alla scuola ed alla viabilità in rappresentanza del presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli, il presidente della Consulta studentesca Tommaso Moroni. L’orazione ufficiale è stata tenuta dal Presidente Nazionale dell'Associazione Mazziniana, professor Mario Di Napoli, su proposta delle Associazioni Partigiane che fanno parte del Comitato del 25 aprile, assieme a Comune e Provincia, e alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti della Giunta Comunale.

Essere capaci, nella quotidianità, di fare delle scelte coraggiose, così come i protagonisti della Liberazione fecero 71 anni fa per dare seguito ad una società che sia fondata sui valori della democrazia e della libertà e che che abbia come punto di riferimento l'individuo, la sua umanità, la comunità in cui è inserito e l'apporto che il singolo è in grado di dare, ogni giorno, al suo sviluppo in positivo. E' questo il messaggio trasversale lanciato dai relatori che si sono susseguiti sul palco delle autorità in piazza Garibaldi nel momento della celebrazione solenne dei 71 anni della fine della guerra, della Liberazione e della Resistenza.

Ha citato la figura della partigiana umbra Walchiria Terradura il sindaco Federico Pizzarotti per ricordare l'attualità dei valori della Resistenza. E l'ha ricordata, non a caso, in occasione del settantesimo anniversario del voto alle donne. Il suo è stato un “appello alle nuove generazioni per tirare fuori quello che hanno dentro e contribuire a migliorare il mondo in cui viviamo”. Ed ha ribadito il suo “no” a qualsiasi forma di fascismo e revisionismo ed una politica incentrata sugli interessi personali, in favore di un impegno costante e continuo improntato agli ideali di democrazia, rispetto e libertà propri della Resistenza, tempo in cui si è combattuto e si è morti sul campo in nome di ideali e valori eterni. “Avvertiamo il bisogno – ha concluso il primo cittadino – di vivere una nuova stagione e di riscoprire quegli ideali”. Il sindaco ha ringraziato il partigiano Annibale con cui ha condiviso il corteo fino a piazza Garibaldi ed ha citato Martin Luther King, Mandela e Aung San Suu Kyi, tutti esempi che danno sostanza e continuità ai principi della Resistenza. Il 25 Aprile, ha rimarcato il sindaco, costituisce un momento per riflettere, per guardare al passato ed al presente contrassegnato da nuovi estremismi, guerre, terrorismo ed anche tanta indifferenza. Per questo “Servono nuove barricate, come quelle del 1922 a Parma, animati dal senso di giustizia, onestà e responsabilità”.

Gianpaolo Serpagli, consigliere provinciale con delega alla scuola ed alla viabilità, presente in rappresentanza del presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli, ha rimarcato come “ci sia bisogno, anche oggi, di impegno civile, difronte alle sfide globali, partendo dagli ideali della Resistenza”. Ha citato Giacomo Ferrari, ed ha fatto un richiamo alla necessità di una politica “seria e coerente”, invitando ad una riscoperta dei legami che uniscono la società contemporanea alla Resistenza, per “impegnarsi ogni giorno per preservare i valori della libertà e della democrazia”.

Tommaso Moroni, presidente della Consulta Studentesca, ha parlato della Resistenza come di un sacrificio di chi “ha dato la propria libertà agli altri” ed ha citato Piero Calamandrei. “Per noi – ha detto – significa non dimenticare e farci interpreti, nel quotidiano, di quegli ideali”,

Il professor Mario Di Napoli, presidente nazionale dell'Associazione Mazziniana, ha sottolineato la continuità tra Risorgimeto, Resistenza e Repubblica: “una linea di sviluppo che si è articolata nel tempo contro l'oscurantismo culturale e l'indifferentismo morale”. Ha citato Giulio Regeni, “moderno partigiano, animato dagli ideali che non conoscono latitudini”. “La Resistenza – ha sottolineato – va vista come una vero e proprio moto nazionale un fenomeno inter generazionale, inter classista e inter regionale”. Ha spaziato, nel suo intervento, citando Bonomi, Ferruccio Parri e gli scrittori Fenoglio, Pavese e Primo Levi. Ha ricordato De Gasperi al tavolo della pace di Parigi, a conclusione della Seconda Guerra Mondiale, e il “sacrificio dei Partigiani” che hanno dato vita ad una società democratica e libera. “C'è bisogno dell'eroismo quotidiano dei cittadini – ha concluso – e c'è bisogno di guardare ai Partigiani, a coloro che hanno speso la loro vita per il bene degli altri”. Ha ricordato l'impegno di Parma, medaglia d'oro per la Resistenza, e della sua provincia nella lotta di liberazione ed ha citato Calamandrei e il partigiano Vito Salmi, il tornitore della Brigata d'Assalto Garibaldi, fucilato nel maggio del 1944.

Alle 12 i rintocchi solenni della campana della torre civica sono risuonati in tutta la città. E’ seguito, sotto i Portici del Grano, il concerto del “Coro Renzo Pezzani” che ha dato voce ai canti della Resistenza e della tradizione a cura della formazione femminile parmigiana, che, per l'occasione è stata diretta dal Maestro Alessandra Marconi, in collaborazione con l'Associazione Cori Parmensi.
 

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