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Sabato corteo in centro: 'Nessun spazio a razzisti e fascisti'

Il coordinamento Antifascista e antirazzista di Parma promuove, sabato 28 maggio dalle ore 15.30 con concentramento in piazzale Barbieri, un corteo antirazzista e antifascista per le strade della città. 

LA NOTA DEGLI ORGANIZZATORI - Parma medaglia d'oro della Resistenza, delle centinaia di caduti per la libertà, degli innumerevoli perseguitati e incarcerati dal regime fascista, dei tanti deportati nei campi di sterminio nazisti, non può rimanere inerte e indifferente di fronte ad atti che, anche se tentano di accreditarsi in una veste diversa e trovano sponde in partiti presenti in Parlamento, non riescono a nascondere ciò che sono realmente: rigurgiti di fascismo e razzismo. Il coordinamento Antifascista e antirazzista di Parma invita i cittadini, le istituzioni, le associazioni, i partiti, i democratici tutti a partecipare al corteo che si terrà sabato 28 maggio dalle ore 15.30, con partenza da p.le Barbieri.

Dall’assemblea pubblica del 16 maggio 2016 indetta dall’Anpi sezione di Parma nasce il “Coordinamento Antifascista e antirazzista Parma”. Lo scopo è opporsi democraticamente al ripetersi in Europa, in Italia e in ambito locale di iniziative e manifestazioni di chiaro stampo fascista e razzista, sfociate spesso in episodi di aggressioni e violenza. Ricordiamo la liberazione del nostro paese dal regime nazi-fascista. Ricordiamo i valori che animavano la lotta partigiana e che tutt’oggi sentiamo nostri. Democrazia, mutualismo, solidarietà, pluralismo e libertà sono ciò che oggi come allora ci orientano nella costruzione del bene comune. Ancora oggi riusciamo a vedere la paura e la rabbia negli occhi di chi ci racconta cos’è stato il fascismo e la guerra. Coltivare il ricordo ci aiuta ancora a prevenire il ripetersi di un nuovo periodo di odio e di paura. Crediamo che sia proprio la perdita di questa memoria a favorire il diffondersi di un pensiero xenofobo fondato sulla costruzione del nemico interno e che legittima le guerre.

La «memoria corta» scientificamente costruita nei paesi occidentali, soliti a presentarsi come «santuari di pace» in un mondo di guerre, mai parla del processo che ha portato all’attuale stato di guerra diffusa e permanente. Mai ci si domanda quali saranno i costi (e benefici) dei conflitti e mai ci si chiede chi subirà i danni (e i vantaggi) delle ostilità. Un’Europa che calpesta i diritti umani, che mercifica e sfrutta la vita di milioni di persone con accordi internazionali vergognosi come quello stipulato con la Turchia lo scorso 18 marzo. Il progetto Europa che voleva cancellare le brutture del XX secolo vede ora riemergere le stesse vecchie politiche xenofobe e nazionaliste, lo stesso trattato di Schengen vale ormai solo per le merci e non più per le persone. In questo quadro di riferimento anche nella nostra città abbiamo dovuto assistere all’apertura di un nuovo covo dell’odio, a cui bisogna opporre una ferma e unanime contrarietà. L’assalto nel 2012 al Circolo Minerva nel quartiere Montanara, le ricorrenti aggressioni di studenti davanti alle scuole, le aggressioni omofobe, l’infiltrazione in comitati di cittadini per diffondere parole d’ordine razziste, le sedicenti “ronde”, la recente esposizione davanti ad alcune scuole della nostra città di striscioni con scritte volgarmente offensive contro la Resistenza da parte di Blocco studentesco e CasaPound ci devono indurre a ritrovare quell’impegno civile che da sempre ha caratterizzato la nostra città. Così come la notizia di poche sere fa di alcuni attentati contro cittadini migranti della nostra città, in particolare l’ordigno esploso davanti al centro di accoglienza per migranti di B.go Onorato si caratterizza in modo evidente per la matrice razzista. Parma medaglia d’oro della Resistenza, delle centinaia di caduti per la libertà, degli innumerevoli perseguitati e incarcerati dal regime fascista, dei tanti deportati nei campi di sterminio nazisti, non può rimanere inerte e indifferente di fronte ad atti che, anche se tentano di accreditarsi in una veste diversa e trovano sponde in taluni partiti presenti in Parlamento, non riescono a nascondere ciò che sono realmente: rigurgiti di fascismo e razzismo.

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