Corteo antifascista al Montanara: "La casa è un diritto di tutti"

Il corteo antifascista e per il diritto alla casa, partito alle 18 da Largo 8 Marzo si è sviluppato tra le strade del quartiere. Sede di Casa Pound 'difesa' dalle forze dell'ordine. Manifesti sulla sede del Pd: solo slogan e cori di fronte a via Iacchia

Il corteo antifascista e per il diritto alla casa, promosso dalla Rete Diritti in Casa e appoggiato da tutti i gruppi antagonisti di Parma, si è concluso alle ore 20 di fronte alla coop in via Montanara con alcuni interventi al megafono degli attivisti. Lungo le strade del quartiere il serpentone, composto da circa 300 manifestanti, tra occupanti delle case occupate, attivisti dello Spazio Popolare Autogestito Sovescio, di Art Lab, si è snodato rumoroso con i contenuti del movimento di lotta per la casa. La manifestazione, da largo 8 marzo, si è spostata in via Montanara. Davanti alla sede del Pd del quartiere Montanara sono stati attaccati alcuni manifesti contro il Governo Renzi e il Piano Casa.

LA CONDANNA DI MAESTRI E PAGLIARI. "In relazione alla aggressione subita nel pomeriggio dal circolo Pd del quartiere Montanara -is legge in una nota- e agli atti vandalici con la comparsa di scritte sulle vetrine della sede, il senatore Giorgio Pagliari e la deputata Patrizia Maestri hanno dichiarato: “La libertà di opinione democraticamente intesa non può mai tradursi nell'aggressione a chi la pensa diversamente. La storia ci insegna che quando succede questo, o siamo di fronte ad un potere autoritario o di fronte a forze che non vogliono misurarsi nella dialettica democratica. La questione che è alla base della diatriba è certamente delicata, una cosa, però, è chiara alla luce della Costituzione: il diritto alla abitazione non legittima il diritto alla occupazione dei beni altrui. Sul diritto alla casa si deve fare molto di più ma non si deve dimenticare che il governo con il ddl sulla casa ha fatto un primo passo proprio su questa strada. Esprimiamo la nostra solidarietà al circolo Pd Montanara”.​

VIDEO: LA RABBIA DI LATIFA

VIDEO: L'INIZIO DEL CORTEO 

I manifestanti hanno acceso alcuni fumogeni e poi sono passati oltre. In via Carmignani è stata ricordata l'aggressione subita dai militanti antifascisti al termine di un presidio contro Casa Pound. Poi, oltre a ricordare la presenza in quartiere di numerose persone con il problema dello sfratto esecutivo, come Latifa che ha lanciato un appello al microfono per chiedere alle persone presenti per difendere la sua casa dallo sfratto esecutivo, gli attivisti hanno scandito slogan antifascisti: "La casa è un diritto di tutti, italiani ed immigrati che siamo. Non siamo quì a dire che le case devono essere assegnate ai migranti ma che devono essere assegnate. Perchè ce ne sono tante vuote, lasciate all'abbandono mentre famiglie e single soffrono vivendo in strada o in auto". 

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Davanti alla sede di Casa Pound in via Iacchia, che aveva organizzato in contemporanea un'iniziativa per chiedere più case agli italiani, uno schieramento di forze dell'ordine in assetto antisommossa ha 'difeso' la sede e tenuto a distanza gli opposti schieramenti. Ci sono stati slogan e insulti ma nessun contatto nè tra i due gruppi, nè con le forze dell'ordine che hanno seguito la manifestazione fino alla fine, gestendo l'ordine pubblico. 

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