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Corteo del Primo Marzo per i migranti: scritte sulla sede della Pizzarotti

Dalle ore 17 attivisti per il diritto alla casa, sfrattati, migranti e studenti si sono dati appuntamento in piazza Garibaldi per il corteo del Primo Marzo. Scritte e manifesti davanti alla sede della ditta Pizzarotti spa accusata di "speculare sull'accoglienza" ccontro "la speculazione dell'accoglienza" e contro i Cie

Non sono stati fermati dalla pioggia iniziale e nemmeno dal diluvio finale. Il 'popolo' degli sfrattati, degli studenti precari, italiani ed immigrati insieme, è sceso oggi in piazza -come in moltissime città italiane- per rivendicare i diritti fondamentali per i migranti.

Contro la presenza dei Cie e "la speculazione dell'accoglienza". Il corteo del Primo Marzo e' partito da piazza Garibaldi e si è poi spostato lungo via Repubblica. Circa 400 persone hanno preso parte alla manifestazione indetta dallo spazio occupato Art Lab, dalla Rete Diritti in Casa e da Parmantifascista. Altre realtà della sinistra parmigiana hanno aderito: da Rifondazione Comunista al sindacato Adl Cobas e l'Unione Sindacale Italiana.

CORTEO ANTIRAZZISTA: IL VIDEO

"Come ogni Primo Marzo -ci racconta un'attivista prima del corteo- oggi scendiamo in piazza in tutta Italia e anche in Europa per affermare la nostra contrarietà alle politiche dell'Unione Europea nei confronti della questione immigrazione, considerando i migranti solo come numeri e come persone su cui si può lucrare. Oggi, oltrea da affermare il diritto alla casa e il diritto alla residenza in questa città vogliamo concentrarci sulla speculazione dell'accoglienza perchè la Pizzarotti spa gestisce il Cara di Mineo, il più grande centro di accoglienza in tutta Europa dove ad oggi sono detenuti, a tutti gli effetti, 4 mila persone che vivono in condizioni assolutamente non adeguate. Ci sono stati tentativi di suicidio e un suicidio e Pizzarotti si prende oltre 6 milioni di euro l'anno. Tutti questi soldi potrebbero essere usati per garantire una vita dignitosa a molte più persone".

In via II Luglio c'è la sede della ditta Pizzarotti spa, attaccata dai manifestanti perchè proprietaria della struttura del Cara di Mineo, dove si sono verificati episodi di ribellione da parte dei migranti e episodi di autolesionismo. "La Pizzarotti prende 6 milioni di euro all'anno dallo Stato italiano solo per l'affitto di quella struttura dove le condizioni dei migranti non sono certo accettabili. Questi manifesti mostrano cosa avviene all'interno del Cara di Mineo" dichiara una manifestante. Il centro del corteo oggi era questo; si temevano tensioni alla vigilia ma alla fine non ci sono stati nè scontri, nè particolari tensioni.

Il corteo è passato davanti ai muri della sede: alcune persone hanno attaccato manifesti. e hanno fatto scritte La polizia era schierata in antisommossa di fronte all'ingresso della sede ma non c'è stato nessun contatto. Poi, di fronte al Tribunale, gli attivisti per il diritto alla casa hanno fatto un intervento al megafono per criticare gli ordini di esecuzione degli sfratti, che vengono resi esecutivi dal Tribunale. Il corteo, animato da diversi fumogeni accesi dai manifestati, si apriva con lo striscione 'La nostra Europa non ha confini. No al business dell'accoglienza. Ma più Cie". Dietro lo striscione portato dalla Rete Diritti in Casa con scritto 'Contro sgomberi e distacchi occupare e lottare'.

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