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Covid, a Parma e provincia persi migliaia di posti di lavoro: oltre il 60% in meno nel 2020

Per effetto delle restrizioni e del lockdown: i settori più colpiti sono stati la ristorazione e gli alberghi

A causa dell'emergenza sanitaria per il Covid-19 a Parma e provincia migliaia di persone hanno perso il posto di lavoro. E' questo l'altro lato della crisi, che sta inghiottendo i gestori di locali, bar, ristoranti, attività turistiche, palestre, piscine e servizi di ristorazione. I lavoratori del settore turistico, alberghiero e della ristorazione sono stati i più colpiti: un terzo dei posti di lavoro persi riguardano infatti le attività legate a questi settori. 

Nel mese di marzo ed aprile del 2020, per esempio, si è registrato un calo delle attivazione dei rapporti di lavoro del 30% e di oltre il 60%. Nei mesi di maggio, giugno e luglio invece si sono registrati incrementi del 49%, del 34% e del 16.5%. Tra marzo e giugno il saldo tra attivazioni e cessazioni di posti di lavoro è stato negativo per oltre 3 mila. Sono questi alcuni dati contenuti nel rapporto sul lavoro dipendente dell'Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna che riguarda il periodo tra gennaio e settembre del 2020. 

Il settore più colpito è quello degli alberghi e dei ristoranti: dei 3 mila posti persi tra marzo ed aprile oltre 1.100 posti riguardano questo settore. L'industria, nello stesso periodo, ha perso 675 posizioni lavorative. Anche se nel terzo trimestre del 2020, con la ripresa delle attività economiche, qualcosa si è messo e si è registrata una crescita delle assunzioni il saldo è comunque negativo. La situazione si è poi aggravata durante il periodo natalizio, con le chiusure imposte dai decreti del Governo per limitare il contagio da Covid-19. 

"Le limitazioni imposte dal confinamento alla mobilità  - si legge nel rapporto - e all’attività economica hanno fatto sì che siano state più colpite le economie provinciali con elevata specializzazione terziaria e/o a vocazione turistica, producendo una vistosa oscillazione «a V» che ha contraddistinto in modo chiaro la dinamica del lavoro dipendente, oltre a quella del PIL e degli indicatori economici, spiegata quasi per intero dalla caduta del lavoro temporaneo nei servizi per effetto del lockdown e dalla retroazione prodotta dalla «riapertura». La situazione rilevata in questi mesi per la provincia di Parma rientra certamente in questo contesto".


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