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Strada Cavour

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Crisi e Natale: il 30% dei parmigiani ha ridotto la spesa per i regali

La crisi si fa sentire anche a Parma. Lo rileva una prima indagine sui consumi pre-natalizi condotta dal Centro Studi Ascom Confcommercio della città ducale. E per un regalo si spende massimo 100 euro

La crisi si fa sentire anche a Parma. Lo rileva una prima indagine sui consumi pre-natalizi condotta dal Centro Studi Ascom Confcommercio Parma che sarà completata a metà gennaio con la consueta ricerca annuale riportante i dati complessivi e definitivi di fine anno. Le prime stime, supportate anche dal dato regionale evidenziato dalla Confcommercio Emilia Romagna su un campione di imprese commerciali, evidenziano che più della metà degli imprenditori intervistati dice che la crisi sta condizionando i comportamenti di acquisto per il Natale.

Il cliente approccia gli acquisti natalizi valutando innanzitutto se l’acquisto è compatibile con le proprie disponibilità, poi si pone il problema di ottimizzare il rapporto qualità prezzo.

Per il 59% degli operatori intervistati la clientela è sempre più attenta al prezzo. Questa attenzione alla convenienza si esprime parallelamente anche con la riduzione della spesa per i regali (28%), la scelta di regali utili (16%) e con la diminuzione degli acquisti non strettamente natalizi (11%).

In base all’indagine regionale, circa la metà dei commercianti intervistati ha indicato come “complessivamente discreto” l’andamento delle vendite del periodo, l’altra metà riporta una diminuzione della spesa rispetto al 2010. Anche per Parma si registrano situazioni differenti per tipologie di imprese, anche se mediamente e comunque ancora indicativamente, le sensazioni relative alle percentuali di variazione delle vendite Natale 2011 rispetto a Natale 2010 si attestano in un range compreso tra -30% e +5%.

In particolare risulta stabile il settore delle gastronomie specializzate con punte però negative nel settore alimentare anche pari a -10%; calo più evidente invece nel settore abbigliamento e calzature dove la sensazione di diminuzione media delle vendite va da un -4% ad un -30% nelle calzature; anche nelle profumerie si registrano percentuali diverse da negozio a negozio in un range che va da -8% a un +5% con alcune punte negative pari anche a -20%.


La spesa pro-capite (confermata anche dalla media regionale) si mantiene ad un livello piuttosto contenuto. Per la grande maggioranza dei operatori la soglia massima di spesa della clientela per l’acquisto della strenna natalizia si mantiene entro i 100 euro, e questo anche per merceologie come l’abbigliamento, le calzature e la gioielleria che di solito richiedono un impegno economico maggiore

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