Crisi, Iotti a Pizzarotti: "Serve un piano, il Comune sia dia una mossa!"

Il consigliere del Pd risponde a Pizzarotti sul tema del lavoro: "Serve un segnale forte e non è possibile dire che il Comune ha le mani legate. Si può affrontare la crisi, nonostante i pochi soldi disponibili"

"Il Comune può fare molto, altro che nessuna competenza! -esordisce così Massimo Iotti, consigliere comunale del Pd. "Occuparsi delle tematiche sul lavoro significa porre attenzione ai temi sociali specie in un contesto di grave crisi come l'attuale. Risposte concrete devono riguardare le problematiche di pensionati, famiglie e imprese, ricercando tutte le forme possibili per il superamento delle difficoltà economiche contingenti.

Il Comune può fare tanto e questi sono solo alcuni esempi. Esempi che saranno ripresi nell’ordine del giorno che depositerò a brevissimo, riprendendo l’accorato appello del Comitato “Rifare Parma”: la ridefinizione di un accordo per il posticipo del rimborso delle rate di mutuo in scadenza tra fine anno e i primi mesi del 2013, dando l’opportunità soprattutto alle imprese di liberare liquidità; le agevolazioni tariffarie a cassintegrati, a famiglie mono-genitoriali e a giovani coppie con contratti di lavoro precari; la dilazione in rate del pagamento delle bollette ENIA-ENEL, andando incontro alle esigenze delle persone ridotte in stato di bisogno dalla crisi economica.

Come hanno dimostrato gli ultimi dati sull’occupazione, la recessione tende ad accentuarsi, coinvolgendo non solo i soggetti storicamente deboli, ma anche chi è in mobilità o è entrato in cassa integrazione in questi mesi. Serve un segnale forte e non è possibile dire il Comune ha le mani legate: nonostante i pochi soldi disponibili, si può cercare di affrontare la crisi con serietà ed operando in pieno accordo e coordinamento con gli altri Enti Locali e con le forze economiche e sociali.

Sostenere le imprese, particolarmente quelle piccole, in questo momento di crisi economica non è uno slogan ma un impegno vitale per difendere innovazione e posti di lavoro: stemperare le criticità per non acutizzare i problemi, per evitare ricadute sull'intervento sociale. Ritengo, inoltre, che particolare attenzione debba essere prestata a due settori in crisi più marcata – Edilizia e Commercio – su cui il Comune ha pesanti competenze, che non devono riassumersi solo in assurde gabelle o limitazioni poco consone col buon senso".

LA RISPOSTA DEI 5 STELLE

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Appena nato, il comitato civico del Pd a sostegno di Pier Luigi Bersani “Rifare Parma” fa affermazioni quantomeno imbarazzanti, rivolte alla Giunta del Comune di Parma, chiedendole di risolvere i problemi occupazionali dimenticandosi forse che loro sono al Governo del Paese, della regione e della provincia che, oltretutto, sono gli enti preposti che regolano le politiche sul lavoro. La prima reazione è un sorriso amaro misto a rabbia,tanta rabbia!
In primis perché purtroppo in materia di lavoro un Comune può fare ben poco e successivamente perché tutti noi come cittadini stiamo pagando la crisi occupazionale ed economica a causa di scelte sciagurate venute proprio da chi ora cerca di darsi visibilità attaccando il “nemico” di turno, ovviamente facendo il solito minestrone di constatazioni senza un benché minimo straccio di proposta concreta.

Il Pd guidato da Bersani di fatti ne ha concretizzati davvero tanti invece, e anche molto pesanti! Ma non a tutela dei lavoratori e delle famiglie, per i quali ora si grida aiuto, ma in senso totalmente opposto. Ad esempio appoggiando le modifiche all’articolo 18, baluardo della tutela dei diritti dei lavoratori e votando a favore della riforma delle pensioni. E non continuo perché la lista sarebbe lunga. Tornando al Comune di Parma, ricordiamo al comitato che il Comune sarà sì la prima “azienda” locale, ma che è proprio essa ad essere appesantita da una grossa mole debitoria, che non permette di spendere senza nessuna copertura come avveniva in passato. Per noi è fondamentale essere puntuali nel pagamento dei fornitori ad esempio.

Uno dei nostri obiettivi è quello di stimolare un nuovo modello di economia basato su solidarietà, equità, etica e sostenibilità cercando anche di formare culturalmente i cittadini sugli effetti positivi e negativi che le scelte dei consumatori possono avere sulla nostra società. Vorremmo introdurre concetti di sostenibilità nelle scelte che l’amministrazione compie per favorire alcuni settori o gruppi di imprese virtuose da questo punto di vista. Operando nell’ambito delle tecnologie rinnovabili ad esempio,nell’agricoltura naturale,nel recupero e nel riuso del patrimonio edilizio esistente, nel recupero delle materie prime seconde erroneamente chiamati “rifiuti urbani”.

Vogliamo valutare l’economia locale come mezzo per il miglioramento della qualità di vita dei cittadini e non come fine stesso. Ad esempio ruotando i fornitori del Comune,dando la precedenza,a parità di preventivo ad artigiani e commercianti locali. Inoltre pensiamo che l’accesso al credito per le piccole medie imprese può essere sostenuto attraverso il sostegno economico ai consorzi di garanzia (Confidi). Che si possa favorire l’internazionalizzazione e l’export attraverso corsi di lingua straniera per i titolari e dipendenti di imprese con meno di 15 dipendenti.

Infine ci proponiamo anche di incentivare l’imprenditoria giovanile,la nuova imprenditoria innovativa,attuando per esempio il supporto e il tutoraggio per lo sviluppo di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico. Attraverso una verifica degli immobili agibili e sfitti di proprietà diretta o indiretta del Comune, si può sviluppare un progetto di locazione agevolata alle attività imprenditoriali giovanili fino a 35 anni. Queste sono per noi le misure di “crescita e sviluppo” nel segno dell’etica e del cambio di passo che vogliamo perseguire,anche con il sostegno e l’apporto della minoranza in consiglio comunale.

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