Lavoro, sicurezza e crisi, Schifano, Uil: "Puntare sull'edilizia per superare la crisi"

Un incontro nella sede di via Bernini per discutere del problema sicurezza, del rinnovo del contratto nazionale, della crisi e delle proposte per superarla puntando anche sulla bioedilizia, in favore dell'economia e per contrastare la disoccupazione

Sicurezza, crisi e strategie per cercare di superarla, quadro locale e nazionale per lo sviluppo del settore edile e gli accordi di rinnovo del contratto nazionale per settore industriale solo alcune delle tematiche affrontate stamane nella sede della Uil di via Bernini alla presenza del Segretario Feneal Uil Parma Federico Schifano, il segretario generale Feneal Uil Massimo Trinci, il segretario regionale Feneal Antonio Cuppone, e l'Assessore Provinciale Francesco Castria. Il problema sicurezza è uno dei temi vissuti con maggiore preoccupazione sia dai lavoratori che dal sindacato, che cerca di fornire loro strumenti utili per partire dalla formazione dell'importanza della conoscenza dei rischi per scongiurare incidenti sul lavoro. Come sottolineato da Cosimo Iacca, Rlst, alle problematiche note, in tempo di crisi ci si scontra anche con scenari preoccupanti come operatori che, disposti a tutto pur di lavorare, rinunciano alle misure di sicurezza adeguate. Al 30 giugno 2013 sono 241 i morti sul lavoro in Italia, cifre allarmanti davanti a uno scenario che vede un continuo calo del numero degli occupati.

Dito puntato contro l'inserimento nel cosiddetto decreto del fare, di deroghe al testo unico della sicurezza. In particolar modo sono ritenuti preoccupanti i contenuti degli articoli 31, 32 e 35, che prevedono rispettivamente semplificazioni e modelli semplificati per pos (per descrivere l'attività specifica dell'azienda subappaltatrice con misure di sicurezza adottate) pss e psc( indicando le fasi operative dei cantieri e valutando le interferenze generali) nei cantieri, oltre a semplificazione del Duvri per settori a basso rischio infortunistico e semplificazione degli adempimenti sulla formazione per lavori di breve durata. "L'edilizia è un settore talmente ampio che per ogni lavorazione c'è una variabile di rischio diversa l'una dall'altra. I provvedimenti attuati in tale decreto prevedono di snellire la burocrazia aziendale ma in realtà sviliscono le tutele conquistate negli anni". La crisi e le ricadute sociali e occupazionali un tema particolarmente caro al sindacato che, per voce del segretario generale Schifano, necessita di un'analisi approfondita per dare risposte ai lavoratori che vivono in situazione di instabilità o hanno perso il lavoro.

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"La realtà locale di Parma ha risentito successivamente della crisi, inizialmente viveva come in un castello di carte. Una situazione che è andata aggravandosi nel corso degli anni, con scelte sbagliate da parte delle amministrazioni che hanno permesso che alcuni immobili restassero vuoti, consentendo prezzi alle stelle per edifici che la classe operaia non riesce ad acquistare. Inoltre sono state fatte scelte di costruzione fallimentari, come il Ponte Nord, rimasto inutilizzato". Tra le questioni sollevate anche quella relativa alla realizzazione della Pontremolese, una possibilità anche dal punto di vista occupazionale secondo il sindacato che non è stata sfruttata. Confrontando i dati forniti per il semestre a cavallo tra il 2011 e il 2012 con quello del 2013 della Cassa Edile dati Feneal Uil si conta un calo dei lavoratori attivi da 5613 a 4876. Le aziende attive passano da 1114 a 973 con un inevitabile calo del monte salari denunciato. Un calo di posti di lavoro preoccupante, che diventa un campanello d'allarme per un aggravarsi del quadro, come messo in luce da Schifano, considerando anche le aziende che ora si trovano in situazioni difficili come il concordato liquidatorio e che, una volta interrotte le attività, porteranno un aumento del numero degli inoccupati. "Davanti a una situazione drammatica come questa – sottolinea Schifano – occorre sempre più cercare di fare quadrato con le istituzioni e capire che l'unico vero volano per il paese è l'edilizia. Si potrebbe puntare maggiormente sulla valorizzazione del centro storico, rendere gli edifici meno costosi dal punto di vista energetico e favorire la bioedilizia".Tante le problematiche e le risposte chieste a gran voce dai lavoratori sia a livello locale che nazionale e da quanto emerso anche dall'incontro di via Bernini occorre portare all'attenzione del governo nazionale l'importanza di puntare sulla crescita, riportando il settore produttivo industriale al centro del sistema economico.

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