Crollo del Padiglione Cattani. I 5 Stelle: "34 anni, una ferita ancora aperta"

21 figli di un dio minore il 13 novembre 1979 alle 14:30 persero la vita nel crollo dell'ala est del padiglione Cattani. L'esplosione di una ipotetica bombola nel reparto di Cardiochirurgia provocò il crollo della struttura

Crollo del Padiglione Cattani. Il ricordo di Fabrizio Savani del Movimento 5 Stelle. "21 figli di un dio minore il 13 novembre 1979 alle 14:30 persero la vita nel crollo dell'ala est del padiglione Cattani. L'esplosione di una ipotetica bombola nel reparto di Cardiochirurgia provocò il crollo della struttura. Fra le macerie si estrassero i corpi di 21 persone: degenti e parenti in visita, pazienti, un infermiere e due operaie addette alle pulizie. Seguirono le informazioni frammentarie, i soccorsi caotici, la gente che scavava con le mani sotto le luci delle torce elettriche, gli aiuti dei volontari e delle forze dell’ordine, i funerali silenziosi in  una città attonita che si scoprì violata e amputata nella sua dignità.

Questa catastrofe mai ricordata abbastanza dalle istituzioni e dai media  rappresenta una delle più grandi tragedie di Parma dai tempi della seconda guerra mondiale. Uno scenario apocalittico che distrusse la vita di decine di famiglie segnando per sempre l’esistenza dei parenti delle vittime. Da allora le normative in Italia si sono evolute e hanno cercato di introdurre se non una cultura almeno un clima di sicurezza nella popolazione lavorativa. Ciò che invece  resta inalterato a Parma, come del resto in tutta Italia, è il senso di abbandono per tragedie come queste.

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Le varie e complesse indagini, le perizie, i 5 processi senza il volto di un colpevole, i risarcimenti di 20-25 milioni di lire per la vita di ogni vittima. Ecco, sono sicuro che per ogni cittadino dotato di comune buon senso, tutto questo rappresenti un lento ed inesorabile rituale che accomuna molte tragedie civili di questi ultimi decenni italiani. Questi rituali tutti uguali portano sempre ad un’unica destinazione: il profondo buio nella lunga notte della nostra martoriata Repubblica. Ricordi, anniversari e frasi di circostanza che lasciano un senso di amarezza e di abbandono per chi è rimasto. In memoria delle 21 vittime è stata posata 4 anni fa, in Ospedale davanti alla Torre delle Medicine, una lapide dove sono incisi i loro nomi. Chiedo adesso che per ognuna di queste persone sia messo a dimora, nella stessa area, un albero del ricordo". 

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