"il crowdsourcing e il valore partecipativo": se ne parla a Economia con Theblogtv

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Questa settimana l'Università di Parma inaugura un ricco ciclo di appuntamenti legati al digital. Gli incontri indagheranno le più recenti strategie online di comunicazione del brand ed il concreto e dinamico scenario delle nuove professioni del web.

Si comincia domani 27 febbraio alle ore 16 con una lezione aperta al pubblico alla Facoltà di Economia (Aula A). Ospiti speciali per parlare di "crowdsourcing e valore partecipativo" saranno Bruno Pellegrini ed Anna Cappellini, rispettivamente Ceo e Creative Strategist di UserFarm/TheBlogTv, leader europeo nella "produzione" e distribuzione di video user generated, network di videomaker e registi provenienti da tutto il mondo

Organizzato dal Master in Web Communication e Social Media in collaborazione con il corso di Sociologia di Consumi, l'evento si preannuncia di particolare importanza per molti, per aziende che vogliano innovarsi nel digital, creativi, videomaker, e ovviamente per tutti gli studenti, i curiosi e gli appassionati

IL CROWDSOURCING, QUESTO SCONOSCIUTO

Bruno Pellegrini<Dallo stare insieme e dalla condivisione si crea valore. Questo è il #crowdsourcing. I campi di applicazione sono tanti, tutto quello che è immateriale può essere “crowdsoursato​> ​ Così spiegava in un'intervista Bruno Pellegrini, guru visionario ma concreto, esperto di comunicazione digitale e di "futuro", tra i 15 Top Crowdsourcing Influencers in Inghilterra insieme a personaggi del calibro di Jimmy Wales. Era il 2010: la parola, "crowdsourcing", suonava affascinante ma sconosciuta così come il concetto che tendeva a definire. Persino i migliori blogger italiani radunati proprio a Parma per il ParmaCamp, l'anno precedente, avevano avuto qualche difficoltà a dire cosa fosse. E oggi? In tanti abbiamo la consapevolezza di esserci dentro, di esserci sempre stati, anche fuori dalla rete….

"Il crowdsourcing e il valore partecipativo", titolo dell'incontro a tema di domani, è anche quello di un libro dell'editor di Wired Jeff Howe che nel 2006 aveva usato per la prima volta il concetto di crowdsourcing in un articolo.

A tradurre e pubblicare in Italia il testo di Howe insieme a Sossella Editore era stata nel 2010 proprio TheBlogTV, la social company di cui la "londinese" UserFarm fa parte, continuando poi a monitorare accuratamente la situazione dei progetti italiani digitali che si avvalorano di "intelligenza collettiva".

Jeff Howe proprio su wired per primo aveva parlato di crowdsourcing nell'accezione di ''affidamento di un lavoro ad un gruppo di individui esterni". Quello che hanno oramai imparato a fare molte tante aziende: fidarsi delle community e scommettere su di esse. Per un'impresa che voglia comunicarsi sul web attingere alla creatività della massa significa spesso avere la possibilità risparmiare, non solo: di scegliere tra più idee, contare sul contagio creativo tra le teste, sull'entusiasmo, la competizione e persino il sostegno vicendevole di quanti spesso spontaneamente prendono parte al progetto.

Per 'altro verso, per un "utente", partecipare a dei progetti di interesse collettivo o a dei contest organizzati da un brand su una piattaforma dedicata può significare avere maggiori possibilità di scoprirsi e sentirsi riconosciuti per il proprio valore di creativi. E poi alle volte ci si guadagna anche, non solo in stima..

TheblogTV, pioniera del crowdsourcing in Italia

La stessa Theblogtv, che delle Value Based Communities ha fatto tesoro e scuola, era nata anche con il sostegno della fiducia e all'entusiamo della community dei vloggers che si era naturalmente creata intorno sin dai primi programmi user generated del 2005: blogtv, una striscia quotidiana di video che andava in onda su NessunoTv, e BlogGeneration, una talk show che consentiva la videopartecipazione dei blogger da casa.

Per farla breve, Theblogtv premiava ed avrebbe ulteriormente premiato il suo equipaggio riconoscendogli valore-anche economico. Quelli della "ciurma" erano i primi vlogger italiani, blogger che avevano acceso la webcam, i primi videofonini, le prime telecamere a basso prezzo, e avevano iniziato ad esprimersi, a guardare intorno, a fare informazione, senza alcuna pretesa di forma. Sperimentazione libera e felice. Di lì a poco, quasi per gioco, sarebbero finiti anche al cinema, tutti insieme, montati da Stefano Mordini, con il film collettivo open source Le mie Elezioni prima, con "i Miei Mondiali" dopo. Poco importa che qualche nome apparisse solo nei titoli di coda. Ciascuno di loro si era sentito importante per quello che stava facendo da solo sentendosi parte di un tutto, così come era giusto che fosse. Ma questa è un'altra storia.

Il crowdsourcing, anche nel nostro Paese, pare stia dimostrandosi modello di business vincente, a certe condizioni. Ci spiegheranno i ragazzi di UserFarm quali esse siano. L'appuntamento è per domani pomeriggio alle 16 in aula A presso la facoltà di Economia. Non mancate.

Gli altri eventi previsti per il mese prossimo.

Le nuove professioni del web - Giulio Xhaet, autore del libro Le professioni del web, Coordinatore Sole24Ore - 13 marzo - ore 16 Aula A

Slow brand- Patrizia Musso, Università Cattolica (autrice del libro Slow brand, FrancoAngeli), 18 marzo - ore 16 Aula K6

Gli ingredienti di un video virale, Stefano Cucchi, Sharp Consulting Comunicazione, 21 marzo - ore 11

La casa di vetro. Comunicare l'azienda nell'era digitale - G. Di Giovanni (AGI), 1 aprile - ore 14 Aula I

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