Il Ddl contro il caporalato è legge: 6 anni a chi sfrutta i lavoratori. Maestri e Romanini (Pd): “Decisivo anche per gli operatori corretti”

Nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha approvato il decreto legge sul caporalato che contiene diverse novità: inasprimento delle pene per chi sfrutta i lavoratori, possibile confisca dell'azienda da parte del giudice come avviene in casi di mafia senza interrompere la produzione agricola, ma anche un piano di interventi mirati per salvaguardare i lavoratori, oltre alla creazione di una rete delle aziende agricole rispettose delle norme

Nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la nuova legge contro il caporalato in agricoltura che contiene diverse novità: inasprimento delle pene per chi sfrutta i lavoratori, possibile confisca dell’azienda da parte del giudice come avviene in casi di mafia senza interrompere la produzione agricola, ma anche un piano di interventi mirati per salvaguardare i lavoratori, oltre alla creazione di una rete delle aziende agricole rispettose delle norme.

I parlamentari parmigiani del Partito democratico, Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini, hanno seguito da vicino la genesi di questo provvedimento e ne salutano l’approvazione con soddisfazione. “Un intervento decisivo – dicono - per contrastare al meglio una pratica indegna di un paese civile che da una parte rende veri e propri schiavi migliaia di uomini e donne in ogni parte d’Italia e dall’altra danneggia chi, faticosamente, cerca di lavorare nel rispetto delle regole”.

La legge approvata nei giorni scorsi, prevede pene pesanti non solo per il 'caporale' ma anche per le imprese che utilizzano il lavoratore sfruttato: fino a sei anni di carcere per chi commette il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e una multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato illegalmente.

“Secondo le stime dei sindacati – spiega Romanini, da sempre attento ai temi dell’agricoltura – sono circa 400mila i lavoratori sotto il giogo degli sfruttatori e impiegati nei campi.

Numeri impressionanti che speriamo possano diminuire grazie a questo intervento che, tra le altre cose, garantisce nel modo migliore le azienda agricole che lavorano correttamente, come quelle della provincia di Parma”.

Anche per Maestri, componente della Commissione Lavoro, si tratta di un intervento molto utile. “L’obiettivo, oltre al contrasto diretto del caporalato – sottolinea  la deputata Pd - è quello di far emergere il lavoro nero che, in agricoltura ma non solo, è ancora molto presente e quella vasta area grigia che va dal lavoro irregolare fino ai confini della tratta e riduzione in schiavitù di esseri umani . Crediamo che questa nuova legge possa portare una inversione di tendenza anche in questo campo”.

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