menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Per 22 anni in un tugurio: ora vivrà nel furgone davanti al Comune

Ha pagato l'affitto di una vecchia cascina dichiarata più volte inagibile dall'USL. E ha rischiato la vita per il crollo del tetto. Ci ha scritto una lettera chiedendo di aiutarlo. Succede in via Case Vecchie, nel 2011

Enasser Eddaoudi ha vissuto per 22 anni, pagando fino all’ultimo un regolare affitto, in una casa dichiarata non abitabile dall’USL in tre diversi sopralluoghi avvenuti dal 2007 al 2010. Ora ha ricevuto lo sfratto, e pensa che sia giusto andarsene, in fin dei conti quella casa non è sua, ma ha voluto denunciare la precarietà con la quale vivono molti stranieri a Parma, anche quelli, come lui, possessori di cittadinanza.

Via Case Vecchie 91, località Ravadese, una vecchia cascina con ancora i ganci di ferro per legare il bestiame in camera da letto, di fianco un’altra costruzione, ancora più fatiscente, adibita a bagno. Fili scoperti, assenza di riscaldamento ovviata da stufe a gas, e l’umidità, elemento costante quando si parla di degrado. Umidità che rompe i muri, crea danni permanenti per la salute. Viene spontaneo chiedersi come sia possibile vivere in tali condizioni, ma ancora di più come sia possibile chiedere soldi in cambio di tali condizioni.

“Vivo in questa casa dal 1989, ho firmato il contratto d’affitto al bar, senza controllare prima, mi sono fidato della descrizione fatta dalla padrona di casa, per poi ritrovarmi in questa situazione. Lavoro come ambulante a Parma, sono benvoluto nell’ambiente, e non ho mai avuto problemi con le forze dell’ordine. Ero disposto a vivere così per mandare più soldi possibili alla mia famiglia in Marocco, dove ho lasciato una moglie e tre bambine. Avrei voluto farle venire ad abitare con me, ma non ho mai avuto il coraggio di imporgli questo, e probabilmente gli ho salvato la vita. Due anni fa è crollato il tetto, io dormivo nella stanza accanto, sarebbe successa una tragedia se qualcuno si fosse trovato lì. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco, le travi erano vecchie, tarlate e marce, è un miracolo che siano durate così tanto. Oltre il danno, la beffa, perché la padrona di casa voleva che pagassi io per aggiustare il tetto. Mi sono rifiutato, e per diverso tempo mi hanno lasciato con l’acqua che entrava in casa quando pioveva. Come se non ci fosse già abbastanza umido”.

LA FOTOGALLERY CHE MOSTRA LA SITUAZIONE DI ASSOLUTO DEGRADO

Enasser ci mostra i fogli rilasciati dai vigili del fuoco, e tutti gli incartamenti presentati negli anni per una casa popolare, mucchi di fogli che non hanno portato a niente. L’USL, nel certificato redatto il 12 luglio 2010 decreta che “l’alloggio non è conforme alle norme igieniche correnti, per l’assenza il servizio igienico, e per la presenza di umidità permanente non eliminabile con normali interventi manutentivi”.

“Ero venuto in Italia per cercare una vita migliore, invece le cose sono peggiorate. Vado avanti con il pensiero che almeno sono in grado di provvedere alla mia famiglia, ma a questo punto mi domando per quanto ancora potrò farlo. Ho cercato altre case in affitto, ma ho trovato grande difficoltà, o per i prezzi troppo esosi o per la totale chiusura di fronte ad un possibile inquilino extracomunitario.

Pensavo che la situazione sarebbe migliorata una volta provato l’inagibilità della casa, ma non è servito a niente, tre perizie, tre fogli al vento. Mia cugina vive in Francia, dove sono molto attenti con i controlli negli appartamenti in affitto, i proprietari di casa rischiano grosse sanzioni se non è tutto in regola.

Forse mi aspettavo troppo, ma credevo di vivere in una città civile dove le persone sono importanti, che siano italiane o straniere. Domani andrò via da questa casa, cercherò di arrangiarmi come sempre ho fatto, ma ho bisogno che qualcuno mi dia una mano, a costo di posizionare il mio furgoncino davanti al Municipio. Ho provato tanti modi per farmi ascoltare, non mi rimane altro. Vorrei anche che nessuno debba vivere come ho fatto io. Devono esserci controlli, basta lucrare sulla disperazione degli altri”.

LA LETTERA DI ENASSER ALLA NOSTRA REDAZIONE

"Buongiorno alla redazione di Parmatoday,
mi chiamo ENASSER Eddaoudi e sono nato in Marocco nel 1963, mi trovo in Italia
dal 1986 e residente a Parma dal 1989.
In questi anni di lontananza dal mio paese e dagli affetti famigliari mi sono
prodigato per lavorare come commerciante ambulante (e mi si lasci aggiungere
facendomi benvolere nell'ambiente e senza mai avere avuto problemi con le Forze
dell’Ordine), con la sottintesa speranza di riuscire un giorno a portare in
Italia la mia famiglia composta attualmente da una moglie e tre figlie
piccole.
Questo mio sogno si scontra con la dura realtà dell’abitazione dove vivo in
affitto, che si trova in condizioni igieniche precarie, come anche certificato
in data 12/06/2008 dalla Azienda U.S.L. di Parma e nella quale, addirittura, un
paio di anni fa sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco in quanto parte del
tetto è crollato.
In questa situazione di disagio si aggiunge la beffa dello sfratto esecutivo
previsto per il giorno 20/01/2011 che mi vedrà in strada da quella data.
Paradossalmente, infine, nonostante la situazione per me critica, ho perso
recentemente due punti nella graduatoria comunale dell’assegnazione delle Case
popolari e sono passato dai precedenti 16 punti a 14, vedendo allontarsi sempre
di più la prospettiva di una sistemazione dignitosa.
Anche la domanda di assegnazione urgente di un alloggio a causa di emergenza
abitativa, presentata al Comune di Parma in data 09/06/2010 non ha prodotto, ad
oggi, alcun risultato.
Scrivo a voi per chiedere aiuto al vostro quotidiano e soprattutto ai suoi
lettori, perché finora nonostante l'iniziale interesse da parte della stampa
locale, non ho ottenuto le risposte che speravo e mi trovo quindi a dover
risolvere l’emergenza che fra pochi giorni mi vedrà privo di un luogo dove
vivere.
Siete la mia ultima speranza per dare una svolta a questa situazione, per non
arrivare a dover dormire sul mio furgone che posizionerò davanti al Municipio a
partire dalla data seguente allo sfratto, vale a dire venerdì 21 gennaio.
Mi farebbe molto piacere essere contattato per spiegare la mia situazione e
mostrare la mia abitazione.
grazie anticipatamente per l'attenzione
".

Enasser Eddaoudi

Attendere un istante: stiamo caricando il sondaggio...

Emergenza casa: la politica abitativa del Comune è



Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Ponte Verdi sul Po: chiusura totale domenica 28 febbraio

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Covid: già vaccinati oltre 41mila cittadini

  • Incidenti stradali

    Ciclista investito da un'auto a Felino: grave al Maggiore

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ParmaToday è in caricamento