La protesta di Dell'Utri: "O mi date più libri o faccio lo sciopero della fame"

C'è un regolamento, nel carcere di Parma, che vieta di avere più di due libri in cella. E questo a Marcello Dell'Utri, detenuto dopo la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, proprio non va giù.

C'è un regolamento, nel carcere di Parma, che vieta di avere più di due libri in cella. E questo a Marcello Dell'Utri, detenuto dopo la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, proprio non va giù. Tanto che l'ex senatore di Forza Italia ha minacciato lo sciopero della fame.

"O me ne fanno avere di più o farò lo sciopero della fame", ha detto secondo quanto ha fatto sapere l'onorevole Massimo Palmizio, anche lui di Forza Italia, che è andato a trovarlo nel penitenziario in cui è detenuto in infermeria per la condanna a sette anni. "Un conto è scontare la pena, un conto è negare libri che per lui sono come l'acqua. Farlo è tortura psicologica", ha aggiunto Palmizio, spiegando che Dell'Utri è "molto arrabbiato".

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L'ex senatore, che è arrivato a Parma - via Roma Fiumicino - da Beirut dopo l'estradizione concessa dal Libano, ha anche chiesto di poter fare il bibliotecario del penitenziario. Nella sua cella singola, secondo Palmizio, "ha un bagno privato con doccia, una piccola televisione praticamente inguardabile, essendo inglobata in una sorta di scatolotto, concepito per evitare l'autolesionismo. L'ho trovato fisicamente bene, ma molto arrabbiato. Per un motivo semplice: i libri". Può riceverne due alla volta. E il regolamento dice che anche un vocabolario è un libro. Per cui ha un vocabolario e un libro. Quindi è arrivato l'annuncio: "Dell'Utri sarebbe disponibile a rinunciare alla tivù e all'ora di socialità diurna pur di riavere i suoi libri. Se non riesce in qualche modo a ottenerne di più (tenendo conto che già riceve poca carta, e anche le sue penne non può usarle perché contengono alcol), per leggere, studiare e anche scrivere, farà lo sciopero della fame".

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