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La denuncia di Libera e Cgil contro la mafia: "Radio Aemilia" e quel muro di silenzio emiliano

Ieri pomeriggio al cinema Edison è andato in scena lo spettacolo "Radio Aemilia" voluto da Spi Cgil e in collaborazione con Libera e Udu. Un modo per raccontare il radicamento mafioso presente in Emilia.

Lo spettacolo andato in scena ieri pomeriggio al teatro cinema Edison "Radio Aemilia" è stato scritto da Gabriella Corsaro ed Enrico Gotti con la collaborazione di Rocco Caccavari è inspirato alla radio e al coraggio di Peppino Impastato e riproduce l'atmosfera degli anni '70 ma, con i contenuti dell'attualità: il radicamento della mafia in Emilia venuto alla luce circa un anno fa con l'operazione "Aemilia" che portò all'arresto un centinaio di persone e svelò i contatti tra politica, imprenditori e clan locali (quello sotto accusa il clan Grande Aracri molto attivo tra Reggio Emilia e Brescello).

Pochi attori e un duo musicale che interpreta brani di cantautori d'epoca e recita una bella poesia di Rocco Caccavari.

Una mezza parete rivestita con cartoni di uova è l'ambientazione di "Radio Aemila". I cronisti sfidando il direttore/proprietario della radio si giocano il posto di lavoro per amore della libertà di informazione.

La parodia del comune di Brescello chiamato nella piece 'Ndranghetello costituisce l'esempio locale.

La maschera imprenditoriale è il volto nuovo della mafia i cui personaggi, molto ben vestiti, ottengono appalti dalle pubbliche amministrazioni.

Calabria ed Emilia due regioni che si sovrappongono ma paradossalmente "in Calabria c'è più antimafia che in Emilia" recitano gli attori sul palco, segno che la metastasi mafiosa è ben presente nella nostra regione ed ancora non si è presa sufficientemente coscienza di ciò.

Gli attori non professionisti della compagnia OndaEmiliahanno saputo catturare l'attenzione del pubblico per la forza degli argomenti e gli spettatori in una sala stracolma hanno ben apprezzato l'iniziativa.

Lo spettacolo è stato dedicato agli anziani ospiti della struttura di Villa Alba che hanno subito violenze dalle tre operatrici denunciate per maltrattamenti aggravati ora agli arresti domiciliari e in attesa di giudizio.

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