Appennino, Lucchi: "Coinvolgere i detenuti per la prevenzione contro il dissesto"

Nuova presa di posizione del sindaco di Berceto Luigi Lucchi. Il primo cittadino ha inviato una lettera al Ministro della Giustizia per chiedergli di verificare la possibilità di impiegare i detenuti per azioni di prevenzione contro il dissesto in Appennino

Nuova presa di posizione del sindaco di Berceto Luigi Lucchi. Il primo cittadino ha inviato una lettera al Ministro della Giustizia per chiedergli di verificare la possibilità di impiegare i detenuti per azioni di prevenzione contro il dissesto in Appennino. 

LA LETTERA. Gentilissimo Ministro, certamente ricorderà Berceto e il Suo Sindaco anche per l’onore che ha fatto, a questo paese, il 3 luglio 2012, con la Sua graditissima visita per l’intitolazione dei giardini del Comune al Prof. Cesare Bartorelli. Mi rivolgo a Lei, donna del fare, per chiederLe un aiuto che potrebbe invertire le condizioni del territorio montano: predisporre dei progetti per coinvolgere i carcerati che ne faranno richiesta e che saranno ritenuti idonei per svolgere tutte quelle azioni di prevenzione contro il dissesto, per ripristinare e mantenere le sistemazioni idraulico-agrarie, per pulire i rii, governare i boschi e produrre, anche, energia rinnovabile. 

C’è la sensibilità, da parte dell’Amministrazione Comunale di Berceto, d’intesa con l’assessorato provinciale, per essere coinvolti in questo progetto. Un progetto che nasce dalla mia consapevolezza che ormai non sono più eccezioni gli smottamenti, lo sgretolamento del territorio, con qualche ora di pioggia, con giorni di pioggia. Serve tornare a fare prevenzione, manutenzione. Serve, insomma, governare il territorio come un tempo. 

Oggi, però, non ci sono le condizioni economiche e la montagna, anche nella ricca Emilia, nella ricca Provincia di Parma, è spopolata ed abbandonata. Le risorse statali facevano fatica anche in passato ad essere utilizzate per la manutenzione, la prevenzione ed ora, complice la crisi economica e la crisi della politica, nei fatti, è impensabile un ritorno, a breve, della salvaguardia del territorio. In poco tempo, con l’accelerazione attuale, verrà cancellata tutta la cultura contadina delle nostre zone, modificato pesantemente il paesaggio, depauperato il patrimonio edilizio e soprattutto si accentueranno i pericoli per la città di Parma e la ricca pianura. Leggo che un detenuto costa mediamente 130 euro al giorno e inoltre, da Maggio, lo Stato potrebbe essere costretto, per il sovraffollamento delle nostre carceri, a pagare sanzioni stimate da 300 milioni ad 1 miliardo, all’Unione Europea. Tutte risorse che potrebbero essere utilizzate, gestendo diversamente parte dei detenuti. Ritengo, poi, che l’opinione pubblica, in considerazione di una martoriante criminalità, o microcriminalità come viene, a torto, definita per chi la subisce, resti contraria a qualsiasi decisione svuota carceri. Diverso, invece, una modalità nuova di approcciare le condizioni, molte volte, disumane delle carceri, e l’inserimento, doveroso, dei detenuti, ex detenuti nella società. 

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Credo, insomma, che senza impiegare nuove risorse, si potrebbero affrontare e risolvere diversi problemi complementari: l’affollamento delle carceri, l’abbandono del territorio montano e la sua fragilità. Nulla è semplice, signor Ministro, e Lei lo sa bene. Desidero, però, vederLa tenace e capace d’essere pratica come ha sempre dimostrato. E’ l’unica che può favorire questo salto di qualità, nel nostro vivere civile. Io, come Sindaco, sono a Sua disposizione anche per un incontro e resto fiducioso. Desidero, insomma, rivedere il mio territorio governato ed utilizzato al meglio. Grazie dell’attenzione"

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