Detenuto incendia la cella per la seconda volta in 5 giorni: poliziotto intossicato

Dopo l'episodio del 10 settembre la stessa persona ha cercato di appiccare di nuovo il fuoco: un agente della Penitenziaria è finito in ospedale

Nuova protesta nel carcere parmigiano di via Burla da parte dello stesso detenuto che il 10 settembre aveva tentato di dare fuoco alla sua cella, utilizzando alcuni suppellettili. Nel pomeriggio di martedì 15 settembre la stessa persona avrebbe cercato, per la seconda volta, di appiccare il fuoco all'interno della camera in cui si trova rinchiuso. I poliziotti della Penitenziaria, a quel punto, sono intervenuti per mettere in sicurezza gli altri detenuti e per spegnere le fiamme. Un agente sarebbe rimasto intossicato dal fumo: si è recato al Pronto Soccorso ed ha avuto una prognosi di dieci giorni. 

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"La prima cosa da evidenziare riguarda il fatto - scrive il sindacato penitenziario Sinappe - che il predetto detenuto non è stato ancora trasferito, in deroga a quanto previsto dalle recenti disposizioni dipartimentali in caso di eventi critici di tale rilevanza. La seconda riguarda l’unica ragione per cui questa segreteria regionale continui, insistentemente, a denunciare il ripetersi di tali gravi episodi all’interno delle carceri regionali, ovverosia per ridestare politica ed amministrazione penitenziaria dal disinteresse totale nel quale si sono ritirati in maniera colpevole ed ingiustificabile, considerato che, a nostro avviso, le soluzioni da adottare, per arginare il continuo ripetersi di situazioni emergenziali negli istituti di pena nazionali, sono immediatamente ed agevolmente attuabili. E, invece, si continua ad adottare provvedimenti, senz’altro meritori, che riguardano nuove incombenze assegnate alla Polizia Penitenziaria, lasciando il fronte detentivo in mano all’utenza, sempre più incontrollata e pericolosa. Il nostro auspicio è che, prima o poi, qualcuno leggerà le nostre denunce e ci ascolterà; generalmente accade così. Speriamo solo che quel giorno arrivi prima che sia troppo tardi".

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