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Cronaca

Detenuto di 69 anni muore nel carcere di Parma

Mario Serpa, ergastolano da 40 anni, era rinchiuso nella sezione di Alta Sicurezza

Mario Serpa è morto lunedì 28 giugno all'interno del reparto di alta sorveglianza del carcere di Parma. Le cause della morte del detenuto 69enne, che stava attendendo la semilibertà, saranno stabilite dall'autopsia. L'esame autoptico è stato effettuato nei giorni scorsi. La Procura della Repubblica di Parma sta effettuando accertamenti. 

Mario Serpa era in carcere dal 1983 con una condanna all'ergastolo. Nel 2006 aveva ottenuto la semilibertà, dopo un lungo percorso. Sei anni dopo, nel 2012, a causa di un'inchiesta giudiziaria, la semilibertà gli era stata tolta. Il detenuto fu poi assolto da quelle nuove accuse.  L'indagine, denominata “Tela del ragno” era relativa ai clan della ‘ndrangheta attivi nella zona del tirreno cosentino. Nel 2017 è stato assolto in appello con formula piena. 

"Da quello che si desume dal ragionamento che ha fatto il Tribunale di Sorveglianza di Bologna nel concedermi o meno il beneficio che ho chiesto – ha scritto Mario Serpa a Carmelo Masumeci, scrittore, ex detenuto e attivista contro l'ergastolo ostativo -, mi sembra di capire che io dovrei ricominciare da zero (come un detenuto che chiede per la prima volta questo beneficio) non tenendo conto né dell’errore che ha commesso la Procura, né del mio trascorso (prelevato e rinchiuso nella semilibertà senza aver commesso mai una sola infrazione). In altre parole, dovrei passare di nuovo nel crudele gioco delle “forche caudine”: ti sembra giusto?"
 

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