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Via Burla, detenuto con scabbia in carcere: timori di contagio

Lo rende noto Giovanni Durante, segretario generale del Sappe: "Non è tollerabile che il personale di polizia penitenziaria debba correre il rischio di subire il contagio di questo tipo di malattie"

Un uomo di origine albanese, detenuto nel carcere di Parma, ieri pomeriggio, dopo una visita medica, è stato riconosciuto affetto da scabbia; malattia di cui, con ogni probabilità, l'uomo era affetto da molto tempo". Lo rende noto Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, rilevando che "c'é tanta tensione tra il personale di polizia penitenziaria, tra gli operatori in generale e gli altri detenuti che potrebbero essere entrati in contatto con lui. Si teme, infatti, che la malattia possa essersi diffusa all'interno dell'istituto".

"Già nel carcere di Verona e in quello di Genova - prosegue Durante - abbiamo denunciato episodi analoghi in passato. Chiediamo all'amministrazione penitenziaria i controlli necessari tra gli operatori del carcere e di predisporre adeguate misure sanitarie in tutti gli istituti, soprattutto nei confronti dei detenuti che fanno il primo ingresso in carcere. Non è tollerabile che il personale di polizia penitenziaria e gli altri operatori debbano correre il rischio di subire il contagio di malattie come la scabbia, la tubercolosi e l'epatite, infezioni purtroppo largamente diffuse nelle carceri italiane". La società italiana per la medicina penitenziaria, conclude Durante, "ha in più occasioni denunciato che circa l'80% dei detenuti italiani è affetto da patologie".

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