Diabete, le associazioni: "I nuovi glucometri già ritirati altrove"

L'associazione aiuto ai giovani diabetici di Parma protesta contro l'avvio della sostituzione degli strumenti per il controllo della glicemia al centro pediatrico: "Speriamo che la salute non sia messa a rischio"

L'associazione per l'aiuto ai giovani diabetici di Parma, insieme alla Federazione Diabete Emilia Romagna, protesta apertamente contro l'avvio della sostituzione degli strumenti di controllo domiciliare per la glicemia. Gli strumenti in arrivo, secondo l'associazione, sono stati ritirati dal mercato in altre regioni, a seguito delle segnalazioni dei cittadini. Al centro della polemica la vittoria dell'appalto da parte di una ditta che ha distribuito strumenti che hanno rilevato problemi di funzionamento. La lettera di denuncia, firmata dalla presidente regionale Rita Livia Stara ed indirizzata ai referenti dell'Aren (Area Vasta Emilia Romagna) e a tutte le direzioni sanitarie, si concentra sull'opposizione a questa scelta e ad altre questioni che riguardano le famiglie con persone affette da diabete cronico.

"Quello che sta accadendo in questi giorni - si legge nella nota- è gravissimo, è iniziata in modo silente ma inesorabile la sostituzione di tutti gli strumenti per l’autocontrollo domiciliare, non volevamo crederci ma l’ordine di sostituzione è arrivato persino ai centri pediatrici. Siamo molto delusi, ci eravamo fidati di Voi, ma siamo arrivati alla conclusione che ci state prendendo in giro da un anno". Le associazioni dicono di essere state rassicurate, precedetemente, rispetto alla non sostituzione degli strumenti e ad altre questioni, come l'avvio di una sperimentazione non avviata.

"Apprendiamo con grande amarezza che anche il Centro Pediatrico di Parma deve sostituire tutti gli strumenti dei bambini e dei ragazzi, vi state attaccando anche a 110 bambini ed adolescenti, riceviamo ogni giorno appelli accorati di genitori di bambini affezionati al proprio strumento perfettamente funzionante. In un primo momento abbiamo detto loro che possono chiedere l’acquisto in economia permesso fino al 20%, poi abbiamo pensato che questo significherebbe che 22 bambini possono mantenere lo strumento che hanno scelto……e tutti gli altri?"

"Non avrei mai pensato che tutto questo potesse accadere in Emilia Romagna -proseguono le associazioni- una Regione che ha sempre dimostrato attenzione per i cittadini più deboli. Non abbiamo intenzione di arrenderci, siamo pronti a scendere in piazza a coinvolgere tutti i cittadini, ormai in quasi tutte le famiglie vi sono persone con diabete e il problema è molto sentito".

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