Raccordo Tirreno-Brennero: "Un'opera inutile e dannosa"

All'incontro pubblico promosso da WWF Parma e Emilia Romagna e dal Comitato difesa del territorio Trecasali si è parlato delle conseguenze negative che l'opera avrebbe sulla salute e l'ambiente

Dibattito sulla Tirreno-Brennero alla Corale Verdi

Un incontro per discutere di quella che WWF Parma, WWF Emilia Romagna e il Comitato per la difesa del territorio di Trecasali ritengono una grande opera inutile e dannosa, il raccordo autostradale Tirreno-Brennero, nell'intento di discuterne con il pubblico ipotizzando alternative. Uno sguardo esteso alla situazione regionale in merito al piano infrastrutture e trasporti, quello di Cinzia Morsiani, presidente regionale WWF, per analizzare gli impatti su ambiente, economia e società che hanno le nuove strade. Dal punto di vista sanitario, si assiste a un continuo aumento dell'inquinamento dell'aria, aggravando una situazione giudicata la peggiore in Europa. Inquinamento dell'acqua e del suolo, che a loro volta provocano danni sociali, degradando il territorio con la perdita del paesaggio storico e della biodiversità. "Il consumo di suolo marcia a ritmi insostenibili, incidendo irreversibilmente sulla biodiversità", afferma Morsiani.

Animato l'intervento di Flavia Corradi, Comitato per la tutela del territorio di Trecasali, nel descrivere il progetto del raccordo autostradale e i suoi impatti su una zona già provata dall'inquinamento. Risale a settembre l'appalto indetto dalla Società Autocamionale della Cisa per la progettazione esecutiva e la realizzazione del primo stralcio del raccordo autostradale Autocisa-Autobrennero. Si parla di una tratta di circa 10 Km tra Ponte Taro e San Quirico per un costo complessivo di 513 milioni di Euro. "Ci dicono che si tratta di un finanziamento da parte dell'Autocisa – afferma Corradi – ma in realtà siamo noi a pagare. Il vantaggio in tutto questo lo ha solo Autocisa, perchè in questo modo è riuscita ad ottenere il rinnovo della concessione autostradale sino al 2031 senza gara, potendo anche aumentare le tariffe. Pageremo noi!".

La successiva tratta San Quirico – Nogarole Rocca  è a carico dello Stato, per un costo superiore ai 2 miliardi di euro, ma la mancanza di copertura finanziaria e la crisi in atto fanno propendere a pensare che non sarà realizzata, con il rischio, secondo Comitato e WWF, della costruzione unicamente di un tratto che rimarrà sospeso nella Bassa Parmense, devastando il territorio inutilmente. "I nostri amministratori ritengono questa nuova opera fondamentale per lo sviluppo dell'interporto di Fontevivo. Ma la smentita arriva dalla pianificazione della Piattaforma Padana, che mira alla ferrovia. Il mancato completamento della Pontremolese è stato la motivazione nel ritenere Parma e l'interporto tagliati fuori dai collegamenti con i porti liguri".

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Si assiste a operazioni sistematiche applicate in tutta la penisola, arrecando danni ingenti al territorio e all'economia, secondo quanto descritto da uno dei maggiori esperti nazionali di infrastrutture e trasporti e autore de "Il libro nero dell'alta velocità". Ivan Cicconi spiega il "modello Tav" e i meccanismi che hanno portato in Italia a un aumento del debito pubblico. Rischi idrogeologici ingenti, secondo Cicconi, quelli che deriverebbero dalla realizzazione del raccordo Tirreno-Brennero sul Taro.

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