Differenziata: Bernazzoli premia i comuni virtuosi ma dice sì al forno

Premiati in Provincia dieci comuni del parmense che hanno raggiunto una raccolta differenziata compresa tra il 79 e l'84%. Ma se l'obiettivo è il riciclo, a cosa serve l'inceneritore?

Vincenzo Bernazzoli

Dieci comuni con una differenziata super, con percentuali che vanno dal 79,1% all’84,1%. Sono i primi dieci classificati del Rapporto regionale sulla gestione dei rifiuti: tutti Comuni della provincia di Parma. È a loro che quest’anno è andato il premio Ridea, istituito dalla Provincia proprio per dare un riconoscimento agli enti locali che attuano scelte innovative sul tema della gestione dei rifiuti. Un premio che dà valore a un lavoro che per tutte queste realtà non è episodico ma viene da lontano, in un trend di crescita costante, in questi anni, di aumento della differenziata.

In vetta Soragna con l’84.1% di raccolta differenziata, affiancata sul podio da Roccabianca con l’82,5% e da Trecasali con l’82,2%. A seguire Zibello (81,8%), Polesine Parmense (81,6%), Sissa (80,2%), Sala Baganza (80%), Felino (79,6%), Mezzani (79,2%), Busseto (79,1%). Ben sette, dunque, i Comuni del Parmense sopra l’80%: un risultato unico a livello regionale, con miglioramenti costanti in questi anni; e chi, come il Comune di Felino, ha iniziato quest’anno il “porta a porta” ha fatto un salto enorme, di una ventina di punti percentuali. Le buone notizie per il Parmense non si fermano qui, poiché dei primi 20 classificati nella graduatoria regionale ben 16 sono del nostro territorio: San Secondo al 12° posto (78,8% di differenziata), Fontevivo al 13° posto (76,1%), Collecchio al 14° posto (75,7%), Sorbolo al 18°posto (74,1%), Fontanellato al 19° posto (72,7%), Lesignano al 20° posto (72,7%).

“I dati dimostrano come in questa provincia siamo riusciti a fare qualcosa di straordinario. E serio”, ha detto oggi poco prima della premiazione in piazza della Pace il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli. “Sui rifiuti è chiaro che la soluzione vera è ridurre il più possibile la produzione, avere una differenziata altissima e arrivare a un riuso, un riciclo, del 100%. Per avvicinarci a quell’obiettivo noi stiamo lavorando da anni".

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La domanda che le associazioni ambientaliste parmigiane e molti cittadini rivolgono al presidente della Provincia nonché candidato alle primarie del centrosinistra per le prossime elezioni comunali è: "A cosa serve un inceneritore che per 30 anni dovrà bruciare almeno 130mila tonnellate di rifiuti l'anno per giustificare la propria esistenza?".

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