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Rifiuti abbandonati in via Fleming

Rifiuti abbandonati in via Fleming

Differenziata, Ghiretti: "Non funziona, tra Comune e Iren groviglio di interessi"

"La raccolta differenziata promossa dal Comune di Parma e Iren non funziona. Esordisce così Roberto Ghiretti in una nota. Ormai si è perso il conto delle segnalazioni fotografiche sui giornali da parte dei cittadini"

"La raccolta differenziata promossa dal Comune di Parma e Iren non funziona. Esordisce così Roberto Ghiretti in una nota. Ormai si è perso il conto delle segnalazioni fotografiche sui giornali da parte dei cittadini: Centro, Oltretorrente, MolinettoMontanara; i mucchi di spazzatura proliferano un po' ovunque, così come le discariche abusive, vedi i casi di via Paradigna e Panocchia.

E tutto questo accade mentre abbiamo ancora nelle orecchie le rassicurazioni dell'assessore Folli, che con un paio di ronde di vigili ambientali in più ha pensato bene qualche settimana fa di annunciare che l'emergenza stava rientrando! Il problema non è che i parmigiani non sono disponibili a fare la raccolta differenziata dei rifiuti, il problema è che il piano messo in atto è povero di mezzi e di idee. Non sono state messe in campo soluzioni ad hoc per i diversi quartieri, non sono state fatte sperimentazioni, ci si è limitati a togliere i cassonetti dalle strade e tanti saluti. 

Per quanto mi riguarda non è certo così che si raggiungerà l'80% di raccolta differenziata, un obiettivo a lungo sbandierato ma dal quale siamo ancora molto lontani. E sì che le progettualità a cui guardare e da cui prendere spunto non mancano. Penso ad esempio a Firenze, dove con un'iniziativa molto innovativa si è coperto il centro storico e non solo con cassonetti interrati. O città come Alessandria o Genova, dove i cassonetti, differenziati per colore, sono rimasti in strada.

Mai come in questo caso il Comune di Parma sembra essere ostaggio di Iren. In un anno e mezzo i rapporti con la Multiutility sono diventati un groviglio di interessi e conflittualità (vere o supposte che siano) dal quale, evidentemente, Sindaco e Assessore oggi non riescono più a districarsi.Tra cause milionarie per la questione inceneritore, piccoli dispetti e grandi manovre per garantire la poltrona al rappresentante del Comune di Parma in seno all'azienda, quel Lorenzo Bagnacani che abbiamo visto una volta in consiglio comunale e poi più, mi sono convinto che nei confronti di Iren la nostra è una posizione di debolezza talmente profonda da non poter più dire chiaramente “No, cara Multiutility, questo servizio per la gestione della raccolta differenziata proprio non va”.

Del resto ho troppo rispetto della competenza dell'assessore Folli da poter pensare che egli condivida quanto sta avvenendo quotidianamente nelle nostre strade. Come consigliere di opposizione farò la mia parte e anche di più. Nelle prossime settimane Parma Unita presenterà alcune proposte organiche per migliorare la raccolta dei rifiuti che speriamo possano mettere in moto correttivi efficaci. Il buon funzionamento della raccolta differenziata deve essere un obiettivo di tutta la città e come tale non può essere subordinato a interessi di parte che non hanno senso di esistere quando si parla del benessere dei cittadini".

REPLICA DI FOLLI. " Ringrazio il consigliere Ghiretti per le sollecitazioni e le raccolgo come ulteriore spinta propositiva  a migliorare il percorso da noi intrapreso sulla raccolta differenziata porta a porta. Ghiretti però nel  suo intervento si produce in una serie di affermazioni che non condivido specie quando banalizza  un progetto largamente studiato da alcuni dei migliori specialisti italiani del settore (Pasquale  Lepore, Raphael Rossi, Enzo Favoino, Roberto Cavallo per citarne alcuni) e poi applicato da Iren  che proprio l’ultimo arrivato in materia di raccolta differenziata non è, visti gli ottimi risultati  ottenuti in Provincia di Parma con il più grande numero di comuni oltre l’80% in regione.

Di contro rassicuro lo stesso che non vi è alcuna sudditanza da parte nostra nei confronti di Iren e prova ne è che a partire da settembre di quest’anno, abbiamo introdotto una serie di controlli a campione sull’operato del gestore e sulla corretta esecuzione del servizio raccolta e spazzamento che mai prima d’ora era stata fatta nel Comune di Parma. Il sistema porta a porta per sua natura presenta delle difficoltà iniziali che col tempo vengono assorbite grazie al lavoro di comunicazione e repressione dei comportamenti scorretti e continueremo ad apportare tutte le migliorie e le modifiche necessarie che le buone pratiche mutuate da altre realtà ci possono essere utili al progressivo e continuo miglioramento del sistema. Ricordo che nel novembre scorso, in occasione dell’assemblea dall’associazione Comuni Virtuosi abbiamo avuto il sindaco Del Ghingaro del Comune di Capannori che oggi rappresenta un modello di eccellenza a livello europeo e che per sua stessa ammissione ci aveva spiegato che anche per loro gli inizi non erano stati affatto facili.

E’ vero dunque che vi sono le difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti ma è anche vero che la stragrande maggioranza dei cittadini sta rispondendo positivamente al nuovo modello di raccolta visti i risultati che a novembre danno un raccolta differenziata del Comune al 57% con un balzo in avanti di 9 punti percentuali rispetto all’inizio ed anche al dato di rifiuto residuo procapite avviato a smaltimento che fanno del comune di Parma il miglior capoluogo della regione Emilia-Romagna con 267 kg/abitante/anno, rispetto a comuni che magari vantano percentuali di raccolta migliori ma con risultati sensibilmente inferiori sul residuo. Ben vengano anche le proposte di seguire esempi di altre città come Firenze che per il centro storico ha adottato le isole interrate, tenendo presente però che questi interventi vanno dosati progressivamente perché vanno a pesare sul piano finanziario rifiuti e, in un momento in cui gli effetti della Tares hanno portato sensibili aumenti alla tariffe e non ci è dato sapere quello che ci prospetterà il governo per l’anno prossimo, aggiungere ulteriori costi porterebbe a pesare ulteriormente sulle famiglie e sulle attività commerciali. Utile anche conoscere i dati di Firenze che al 2011 aveva un 43,6% di raccolta differenziata e un procapite di rifiuto urbano residuo di 395 kg/abitante/anno, dati quindi non esaltanti che non ci ispirano a copiare in tutto e per tutto il modello fiorentino che pure non è esente da fenomeni di inciviltà che purtroppo ci accomunano come si può notare anche da questo resoconto apparso su un giornale locale (https://www.firenzetoday.it/social/segnalazioni/immondizia-rifiuti-ingombranti-piazza-peruzzi.html). Con questo non ci rassegniamo e le assicuro che l’’impegno e la passione mia, dei miei collaboratori e del gestore in questa partita non mancheranno confidando che nel corso del prossimo anno con pazienza e perseveranza arriveremo a raggiungere i modelli di eccellenza in risultati e decoro che in Italia certo non mancano (Trento, Capannori, Ponte nelle Alpi, solo per citarne alcuni).

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